II presidente Del Corso: «La nuova legge sui beni culturali va collaudata. Invece di polemizzare sui monumenti in vendita, occupiamoci della loro tutela» A Monza 5 anni fa, i volontari ottennero dalla Presidenza del Consiglio 500 milioni del vecchio conio per restaurare la Saletta Reale della stazione. A Pisa nello stesso anno gli Amici dei Musei e monumenti ottennero di attingere dai fondi dell'8 per mille e di utilizzare 620 milioni di lire per recuperare il Museo nazionale di Palazzo Reale. Quest'anno avranno altri 400 mila euro per il restauro della ex chiesa di San Silvestro. A Genova capitale europea della cultura, gli Amici dell'Arte della Liguria tengono aperta negli orari in cui era tradizionalmente chiusa la chiesa gesuita di Sant'Ambrogio, dove sono due preziose tele di Rubens, collegate alla grande mostra di Palazzo Ducale. Sono solo alcuni dei segni tangibili del layoro silenzioso, ma preziosissimo di oltre trentamila volontari culturali che gravitano intorno a cento associazioni museali. Le riunisce la Fidam (Federazione italiana degli amici dei musei] nata a Firenze nel 1975 per iniziativa dell'avvocato Raffaello Torricelli, oggi ultranovantenne presidente onorario. La federazione è retta da un consiglio di 21 membri con alla guida Mauro Del Corso (Amici dei Musei e monumenti pisani) ed i due vicepresidenti Livia Porta (Amici dei Musei di Monza) e Italo Scaletta (Amici di Palazzo Tè e dei musei mantovani). Del Corso, 45 anni; giornalista pubblicista, da sempre impegnato nel volontariato culturale, 200 interventi e una decina di pubblicazioni all'attivo, guida nel viaggio: Trentamila angeli custodi dei monumenti: un movimento che non cerca visibilità, ma pensa al concreto... «Beh, direi che gli Amici dei Musei si muovono su tre livelli: offrono un servizio di volontariato, come la guardarla di mostre a quella di chiese e monumenti. Progettano iniziative volte alla tutela e promozione del patrimonio o reperiscono fondi per il restauro. E, forse l'aspetto più importante, formano uomini e donne sensibili e disponibili verso le e-sigenze del patrimonio». Gli italiani sono sufficientemente attenti alla propria memoria storica? «Mi pare che, in generale, la sensibilità verso la nostra storia, l'impronta genetica della nostra identità, sia man mano scomparendo vittima di superficialità, ignoranza, pressappochismo ed edonismo.Per ricostruirla la Fidam investe sui giovani: la didattica museale è attività ormai storica degli Amici dei musei di Venezia e di quelli di Firenze. Così come realizza i corsi di formazione per volontari culturali, ai quali non può bastare l'entusiasmo e la passione». Hanno calamitato centinaia di partecipanti nel 2000 il percorso formativo «Pronto soccorso per i beni culturali» e nel 2003 «Saper vedere: comprendere un'opera d'arte della tradizione cristiana», organizzato direttamente dalla Federazione. Certo, nel Paese delle centomila chiesa e dei 3500 musei, tra pubblici e privati (dati Touring Club Italiano, ndf), i problemi non mancano: il primo è legato a una corretta fruizione di un patrimonio enorme, oggetto quotidiano di incuria, degrado e vandalismo. Ma anche dove la sensibilità è maggiore esiste sempre il problema deDe risorse, cui i volontari cercano di far fronte». Come? «Con contributi non impegnativi ma necessari, come l'acquisto del toner per la fotocopiatrice di una Soprintendenza, priva di fondi. O la presenza per assicurare l'apertura di un Archivio di Stato, ormai senza risorse. A Bassano del Grappa gli Amici dei Musei hanno contribuito all'acquisto di un'opera di Antonio Canova, destinata al museo civico, e lo hanno fatto in concomitanza con la grande mostra dedicata all'artista. A Roma rimane fondamentale l'impegno degli Amici dei Musei per la pubblicazione annuale del prezioso Bollettino dei Musei comunali, così come a Tarante è costante e pressante l'impegno degli Amici pena riapertura del Museo archeologico nazionale, in corso di restauro. Si può dover lottare contro i ponteggi per i restauri affittati per ogni tipo di pubblicità - sacra o profana - senza alcun rispetto per il monumento e il suo contenuto, purché renda; così come contro l'abbattimento, nel giro di una notte, di un manufatto quattrocentesco a Lucca od il restauro-scempio (cemento a profusione, pali e cavi metallici) della villa di Agrippa postumo, del 7 d.C. nell'isola di Pianosa" Ci dia un giudizio sul codice Urbani che disciplina i beni culturali. «In Italia, si sa "fatta la legge, trovato l'inganno". Può servire, allora, dibattere nel merito, ma serve ancora di più formare coscienze e mentalità per l'applicazione del dispositivo legislativo. Se da un lato si può riconoscere, ad esempio, un merito indiscusso come quello di aver accorpato per la prima volta tutta la giurisdizione in materia (compreso il paesaggio), dall'altro, indiscutibilmente, il testo dovrà essere "collaudato": pensiamo, anche qui, ad e-sempio, all'utilità di una notifica europea. In ogni caso abbiamo due anni di tempo per rivedere il codice. Quel che più dispiace, nella furibonda polemica che ha alimentato il dibattito sui beni culturali in relazione al regime della loro proprietà (ricordate: "Si vende il Colosseo?"), è che essa spesso è andata a detrimento dei problemi quotidiani della tutela, del restauro e conservazione. Sarebbe più giusto chiedersi -prima- "crolla il Colosseo?"». LE ASSOCIAZIONI E IL 3 OTTOBRE LA «GIORNATA» A Mantova ci sono gli Amici di Palazzo Té, a Torino gli Amici Galleria Sabauda, quasi ovunque si chiamano Amici dei Musei. Sono 100 le associazioni della Fidam (Federazione italiana degli amici dei musei). Oltre 30 mila i volontari, che per iscriversi al sodalizio pagano da 35 a 70 euro. Della Fidam fan parte soci di grande nome, come la Fondazione Benetton, o di antica età, come gli Amici dei Musei di Roma; ci sono sodalizi con 70 soci, vedi gli Amici di Siena, o con oltre 1500, come il Mondo Unito di Napoli, il comune denominatore è la passione per i beni culturali. Sono centinaia le chiese la cui apertura è stata garantita dai volontari, così come importanti le acquisizioni a favore dei musei: una per tutte la fontana del Parodi a Genova. Decine i corsi di formazione, le visite, le pubblicazioni. Per la prima volta, domenica 3 ottobre, si svolgerà una giornata nazionale degli Amici dei Musei su «II Museo come teatro, il teatro come Museo» (A.Ber.)