MARRAKECH E ISTANBUL LE BIENNALI IN SICILIA Il fenomeno della globalizzazione nella sua caratterizzante relazione con la società contemporanea ha, a ben vedere, delle profonde radici culturali. In tal senso appare rivelatore - nonché anticipatore di una visione che si andrà definendo nel corso degli ultimi dieci anni - il meccanismo legato alle grandi kermesse dell'arte contemporanea, che piano piano, dai grandi centri hanno spostato il loro interesse verso luoghi alternativi. Ambiti inizialmente considerati marginali, ma subito dopo percepiti come laboratori dallo sguardo inedito; scelta, questa, che in pochi anni ha ridisegnato una nuova geografia della creatività contemporanea, dove il rito culturale si incontra con le nuove emergenze economiche. Protagonisti di questa nuova mappatura sono luoghi come l'Asia, l'Africa, l'Oriente, e soprattutto il bacino del Mediterraneo, che riacquista un ruolo centrale. È qui che prendono forma Biennali come quelle di Marrakech, Istanbul, Atene, Alessandria d'Egitto, Lione; gettando lo sguardo ad Oriente ecco Kwangju e Bejing, mentre ad Est ci si muove verso Praga, Sarajevo, o nella Russia dei nuovi ricchi. Il Mediterraneo dell'alterità, inteso come indagine sull'altro, è il filo che lega il nuovo progetto che vede la collaborazione di Riso, Museo regionale d'arte contemporanea della Sicilia, con la Fondazione Campania Festival, per un progetto sostenuto dai ministeri degli Esterie Sviluppo economico, da titolo "Le città del Mediterraneo", ovvero un triennio di mostre e incontri destinati a realizzarsi tra Napoli e la Sicilia. Il primo degli appuntamenti siciliani, dopo il Forum culturale di Napoli del 5 e 6 marzo, è al Museo Riso, dove a fine giugno si inaugura la Biennale di Marrakech; lo stesso giorno a Catania arriveranno alla Fondazione Puglisi Cosentino le Biennali di Atene e Istanbul, mentre alla Fondazione Brodbeck, sempre a Catania, saranno realizzate sei residenze di artisti, tre siciliani e tre stranieri. Saranno Biennali speciali, come spiega Renato Quaglia, che coordina i progetti culturali del Museo Riso e al contempo dirige il Napoli Teatro Festival: «Palermo vedrà l'arrivo della Biennale di Marrakech, che non significherà solamente l'esposizione di opere, così come per le Biennali di Istanbul e Atene. Ciascun direttore infatti firmerà il progetto, creando una biennale espressamente ideata, dove troveranno spazio anche nuove produzioni. Tra Palermo e Napoli si realizza così un comune e inedito tracciato di collaborazione culturale». La delocalizzazione indica così un nuovo passaggio, dove le Biennali assumono una identità itinerante e nuova, portando con sé frammenti di luoghi, o ricomponendosi in nuove identità geoartistiche che non sono altro che l'emblema della rapidità di trasformazione di una società continuamente sollecitata alla mobilità. Il Sud Italia in questo progetto, diviene referente privilegiato per un dialogo Sud-Sud, dove la ricerca è mirata all'instaurazione di nuove relazioni e legami culturali, sociali, economici. Laboratorio - Sud che assume su di sé anche il peso di una responsabiI lità notevole, scegliendo l'indagine e l'investimento sulla cultura in un momento particolarmente difficile e delicato. Nel mese di ottobre il museo palermitano ospiterà "Le città del Mediterraneo atto secondo - l'arte contemporanea": un forum internazionale che, dopo il primo incontro napoletano di marzo, dove il Mediterraneo verrà declinato tra arte, economia, comunicazioni e impresa, punterà lo sguardo e l'attenzione specialmente sul ruolo della cultura. Sono attesi i referenti dai Paesi del Mediterraneo - Marocco, Libano, Siria, Tunisia, Algeria, Egitto, Spagna, Grecia, Turchia - per discutere su "L'economia dell'arte, la promozione dei giovani artisti, modelli di lavoro a confronto". L'intera Sicilia sarà coinvolta, e oltre a Catania e Palermo, saranno numerosi i centri anche minori che ospiteranno le iniziative; altra proposta che arrivaè poi "Germogli di Riso", ovvero la collezione del Museo raccolta in sette nuclei tematici e ospitata temporaneamente in alcune sedi culturali distribuite per la Sicilia. «Un modo - dice Quaglia - per rappresentare nell'Isola tutte le più nuove istituzioni d'arte del Mediterraneo». Gli appuntamenti di quest'anno faranno da apripista alle iniziative per il 2011, che prevede la collaborazione con venti tra musei e biennali d'arte contemporanea, che proporranno delle sezioni delle proprie istituzioni culturali: un viaggio da compiere qui, questa volta, stando fermi.
Il progetto del Museo Riso sull'asse tra Napoli, Palermo e Catania
La globalizzazione ha portato a una trasformazione della cultura contemporanea, con la creazione di nuove Biennali d'arte in luoghi alternativi. Il Mediterraneo, in particolare, è diventato un importante centro culturale, con Biennali come quelle di Marrakech, Istanbul, Atene e Alessandria d'Egitto. Il progetto "Le città del Mediterraneo" prevede un triennio di mostre e incontri tra Napoli e la Sicilia, con la collaborazione di Riso, Museo regionale d'arte contemporanea della Sicilia, e la Fondazione Campania Festival. La Biennale di Marrakech si terrà al Museo Riso a Catania, mentre le Biennali di Atene e Istanbul si terranno alla Fondazione Puglisi Cosentino.
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