RIUNIONE fino a tarda notte, per trovare l'accordo sul Piano casa. Quattro le novità discusse da Mpa, Pdl Sicilia e Pd e al vaglio dei tecnici per la riscrittura del ddl che andrà in aula già oggi pomeriggio. Consentiti ampliamenti solo su immobili uni - bi familiari e su costruzioni nelle aree industriali e artigianali. Ma si aprono nuove possibilità per la delocalizzazione delle case in zone a rischio. Ipotesi di silenzio-assenso per il cambio di destinazione d'uso. Il retroscena Piano casa, c'è l'accordo col Pd Sì all'ampliamento degli immobili commerciali, ma solo nelle zone industriali L'INCONTRO per raggiungere l'intesa è andato avanti fino a tarda notte. Prima, la riunione politica. Poi un secondo tavolo con i tecnici per mettere nero su bianco la bozza del nuovo Piano casa da portare in aula, forse già oggi pomeriggio. Il testo si conoscerà solo oggi ma già nella prima serata di ieri l'accordo politico sembrava raggiunto. Al tavolo, oltre al governatore Raffaele Lombardo e all'assessore alle Infrastrutture Luigi Gentile,i deputati regionali Giulia Adamo e Guglielmo Scammacca della Bruca del Pdl Sicilia, Marianna Caronia in qualità di relatrice del ddl, Francesco Musotto e Fortunato Romano per l'Mpa, Antonello Cracolicie Davide Faraone per il Pd. Quattro i punti cardine della discussione: estensione dei benefici anche agli immobili non residenziali; delocalizzazione degli immobili realizzati su zone a rischio o sulla costa; nuove regole per il cambio di destinazione uso degli edifici; Dia per l'avvio dei lavori di ampliamento o demolizione e ricostruzione. Saldi invece i presupposti del ddl uscito dalla Commissione. Ovvero: ampliamenti del 20 per cento solo su costruzioni uni-bifamiliari; e del 35 per cento nell'ipotesi di demolizione e ricostruzione secondo particolari accorgimenti e uso di materiali costruttivia risparmio energetico. Ma tant'è. Ieri per il Piano casa è stata la giornata più lunga. «Dovrà essere strumento di sviluppo dell'edilizia abitativa perché così è stato pensato. Si dovrà trovare una sintesi che non snaturi l'impostazione della legge», aveva detto già in mattinata Lombardo a margine della presentazione a Palazzo d'Orleans del progetto «Le Città del Mediterraneo», ribadendo il proprio no a qualsiasi speculazione. L'incontro tra Mpa, Pdl Sicilia e Pd annunciato per le 3 del pomeriggio a Palazzo d'Orleans ha avuto il via solo due ore più tardi. Ecco le novità politiche poste all'attenzione dei tecnici per la riscrittura del testo. I m m o b i l i c o m m e r c i a l i . L'ampliamento dei benefici agli immobili commerciali previsto nell'ultimo maxi emendamento del governo era stato uno dei punti di rottura più forti tra Pdl Sicilia, Mpa e Pd. Ieri, il Partito democratico ha aperto alle istanze del governo ma solo a metà, riproponendo un emendamento a firma Cracolici - Faraone già presentato al primo ddl: la possibilità, cioè, di interventi sugli immobili non residenziali ma solo nelle aree D, zone omogenee industriali e artigianali e senza la possibilità di cambio di destinazione d'uso, in linea con quanto previsto dalla Conferenza Stato Regioni. Delocalizzazione. Altra novità discussa nella prima serata di ieri: la possibilità di delocalizzazione di immobili in disuso o costruiti in zone a rischio idrogeologico o sulla costa. Su questo Pd, Pdl Sicilia ed Mpa si sono ritrovati in totale accordo. In pratica, se nella notte la proposta avrà trovato il supporto normativo da parte dei tecnici,i proprietari potranno demolire e ricostruire con ampliamenti fino al 35 per cento anche in terreni diversi. Un principio che potrebbe essere utile nelle zone colpite da frane o considerate a rischio. Silenzio assenso per cambi di destinazione. La proposta avanzata al tavolo politico dal centrodestra è quella di introdurre il silenzio-assenso dopo 120 giorni per il cambio di destinazione d'uso di alcuni immobili in disuso, come ad esempio vecchie tonnare, per destinarli ad attività recettive. Un punto solo abbozzato nella riunione preliminare e la cui discussione è stata rinviata a dopo l'esame del testo scritto. Dichiarazione di inizio lavori. Per iniziare i lavori non sarà necessario attendere la concessione edilizia così come recitava il testo esitato dalla Commissione. In linea con la maggior parte dei piani casa approvati nel resto d'Italia, Mpa, Pdl Sicilia e Pd hanno raggiunto l'intesa per la Dia. I lavori di ampliamento o di demolizione e ricostruzione potranno essere avviati solo con una Dichiarazione di inizio attività, una boccata d'ossigeno immediata per le aziende del settore e tempi celeri per l'attuazione del Piano casa.
Piano casa vertice notturno e l'intesa si fa più vicina
La riunione tra Mpa, Pdl Sicilia e Pd si è conclusa con l'accordo su quattro punti cardine del Piano casa. I benefici degli immobili commerciali saranno estesi solo nelle aree industriali e artigianali, senza possibilità di cambio di destinazione d'uso. La delocalizzazione degli immobili realizzati su zone a rischio o sulla costa è stata approvata. Il silenzio-assenso sarà introdotto dopo 120 giorni per il cambio di destinazione d'uso di alcuni immobili in disuso. La Dichiarazione di inizio lavori sarà sufficiente per avviare i lavori di ampliamento o demolizione e ricostruzione. Queste novità politiche saranno poi sottoposte ai tecnici per la riscrittura del testo.
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