LE azioni della magistratura, delle forze dell'ordine e delle varie amministrazioni contro l'abusivismo edilizio vanno sostenute con massimo vigore. Non c'è solo un aspetto di legalità e di rispetto delle norme. Esiste infatti innanzitutto un problema di sicurezza e quindi di pericolo di catastrofi e di morti. Le costruzioni illegali spesso sono realizzate nella assoluta inosservanza dei vincoli idrogeologici e le opere stesse finiscono per essere determinanti per la perdita dell'equilibrio naturale:i morti di Messina e di Ischia sono incontestabili prove dei gravi rischi che si corrono. La localizzazione di abitazioni o di altri manufatti fuori dalle aree previste dai piani insediativi, comporta la realizzazione di opere di messa in sicurezza e di urbanizzazione a posteriori, e dunque con maggiori costi e spesso con costi insostenibili. A volte la messa in sicurezza non è praticamente fattibile, e le opere realizzate sono solo un palliativo ingannevole. Esiste poi un problema di sovraccarico non preventivato delle reti di urbanizzazione, come le fognature e gli impianti di depurazione, che poi vanno adeguate a posteriori con costi altissimi per l'intera collettività, nel frattempo con violente proteste proprio da parte di chi è all'origine del problema. Per esempio l'isola d'Ischia ha una popolazione residente di circa 56.000 unità (più della città di Avellino) e 30.000 posti letto ufficiali alberghieri ed extralberghieri, e d'estate, considerando anche gli ospiti non residenti e il turismo giornaliero, si arriva almeno a 150.000 persone, che è più della popolazione di Salerno. Non bastano le chiazze di spazzatura che impediscono di tuffarsi anche a Punta Imperatore? Non bastano le abitazioni scavate nella roccia dai novelli trogloditi, visibili da mare in più punti della costa? Ulteriori considerazioni si potrebbero fare sullo scempio paesaggistico, sulla insicurezza strutturale, sulla pericolosità di passi carrai fuori norma e così via. E non si adduca l'attenuante della necessità. Quale necessità può esserci ad esempio nelle isole del golfo, aree di massimo livello di reddito della regione, dove i proprietari di seconde case costruiscono la terza, la quarta e così via? La verità è che il rapporto tra valore di mercato dell'immobile e costo di realizzazione è almeno cinque, cioè con 100.000 euro investiti, se ne realizzano almeno 500.000; esistono pochi altri esempi di pari redditività del capitale. Si resta francamente stupiti anche dall'intervento di alcune autorità ecclesiastiche che sembrano non comprendere che il problema è di una gravità enorme: solo la disconoscenza dei rischi che le popolazioni corrono per il dissesto idrogeologico può spiegare le posizioni assunte. Non bastano i morti di Monte Vezzi a Ischia e quelli di Casamicciola dei mesi scorsi?
CAMPANIA - Abusivismo edilizio un male da estirpare
La magistratura, le forze dell'ordine e le amministrazioni devono combattere con vigore l'abusivismo edilizio. Questo problema è legato alla sicurezza e al rischio di catastrofi e morti. Le costruzioni illegali spesso violano i vincoli idrogeologici e possono causare la perdita dell'equilibrio naturale. La localizzazione di abitazioni fuori dalle aree previste dai piani insediativi comporta costi elevati per la messa in sicurezza e urbanizzazione. Esistono problemi di sovraccarico delle reti di urbanizzazione e di costi altissimi per l'intera collettività.
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