La curiosità "Stiamo man mano ripagando l'aiuto che ci venne offerto tra il 2003 e il 2004" (E. C.) LA COMUNITÀ ebraica, invece che incassare la quota del Comune che le spetterebbe, restituisce ai cattolici i soldi che aveva ricevuto in prestito per restaurare la Sinagoga in via dei Gombruti. Nelle pieghe del regolamento per distribuire le fette della "torta" del 7 degli oneri di urbanizzazione (gli enti religiosi l'anno scorso hanno ricevuto 366 mila euro e le confessioni diverse da quella cattolica 54.900, da dividere tra tutti), c'è la possibilità di collaborare in solidarietà con le comunità che hanno bisogno di fare grossi lavori. È stato ad esempio il caso della comunità ebraica, che graziea un prestito della Chiesa Cattolica è riuscita in questo modo ad affrontare i costosi lavori per rimettere in sesto il tempio. «Stiamo man mano ripagando l'aiuto che ci venne offerto tra il 2003 e il 2004 - spiega David Menasci, vice presidente della Comunità ebraica bolognese - siamo quasi alla conclusione, abbiamo quasi restituito il prestito. La Sinagoga è stata inaugurata nel 2006, noi ogni anno rinunciamo al nostro "forfait" che dividiamo con tutte le altre confessioni religiose». I contributi comunali che spettano alle altre confessioni religiose, a Bologna, vengono divisi, è il caso di dirlo «da buoni fratelli», attorno a un tavolo. «Si tratta di cifre forfettarie, le nostre comunità sono più piccole - spiega Menasci - certo ogni tanto si verificano certe esigenze per cui scattano accordi di mutua assistenza». Il restauro della Sinagoga ha rimesso in sesto la struttura costruita nel 1953, dopo che il tempio originario era stato raso al suolo dai bombardamenti nel 1943.