Al Sud leggiamo meno. O meglio ci sono meno lettori di libri. Perché? Per lo stesso motivo per cui i lettori italiani sono in percentuale sulla popolazione meno dei francesi, degli inglesi, dei tedeschi, degli svedesi.... La lettura è un indice prezioso della civiltà di un Paese: cioè della sua capacità di sviluppare le qualità più tipiche dell'uomo, legate alla capacità adattativa e di fare progetti. Il nostro Sud, lo sappiamo, è una pelle di leopardo, con realtà assai diverse tra loro. Tra Napoli e Bari, tra Ragusa e Matera non c'è ormai molto di simile, più di quanto non ci sia tra città di Centro e Nord d'Italia. Tra le poche cose in comune c'è un difetto di lungimiranza: «piccoli, maledetti e subito» è un modo di dire purtroppo molto «meridionale». La scarsa propensione alla lettura è al tempo stesso spia e causa di questo difetto. Come curarlo? Non basta ricordare le croniche carenze della scuola e delle istituzioni culturali e lo scandalo di una classe dirigente che campa alla giornata, condannando se stessa e il Paese alla marginalità. Occorre rimboccarsi le maniche e rimettere il libro e il piacere della lettura al centro dell'attenzione pubblica, ma nel senso della società concreta dei cittadini. È questo ciò che proviamo a fare con l'Associazione Presìdi del libro, un'iniziativa nata in Puglia, tre anni fa e diffusa in tutta la Regione. I lettori di libri si sono trovati tra loro e hanno iniziato a discutere di tutto a partire dai libri letti. Non circoli chiusi di pochi intellettuali con la puzza sotto il naso. Gruppi aperti a tutti (a partire dai lettori deboli e dai non lettori) con ragazzi e persone anziane, professionisti e insegnanti, fortemente radicati nelle città soprattutto piccole e medie, dove spesso non c'è una libreria e la biblioteca - se c'è - funziona male. Il risultato è che molta gente si è riaccostata al libro e alla lettura, i giornali ne hanno parlato e i sindaci sono tornati a crederci e a investire. Non sono grandi numeri ma è un laboratorio di esperienze che sta allargandosi ad altre Regioni: nel Piemonte c'è un'associazione gemella, presìdi sono nati in Basilicata e in Emilia, molte persone da tutta Italia ci hanno scritto per chiedere notizie. Un'esperienza interessante di socialità. E se Mantova coltiva il suo Festival di Letteratura forte di una cultura civica secolare, costruirla nel Mezzogiorno dove essa è più debole o assente è una sfida doppia. Parlare di un libro, soprattutto «usare» un libro per dialogare è un atto rivoluzionario nei nostri tempi di massificazione televisiva. Chi sa che nei prossimi anni proprio dall'individualismo meridionale fattosi «illuminato» non possa partire la reazione alla cultura precotta dei grandi «eventi» mediatici...
Una ricetta per evitare marginalità
Il Sud Italia ha una scarsa propensione alla lettura, che è un indice della sua civiltà e della sua capacità di sviluppare le qualità umane. La lettura è un atto rivoluzionario nei tempi di massificazione televisiva. L'Associazione Presìdi del libro, nata in Puglia, sta cercando di cambiare questo stato di cose con iniziative di gruppi aperti a tutti, che coinvolgono lettori deboli e non lettori, professionisti e persone anziane. Queste iniziative stanno ottenendo risultati positivi, come la creazione di una società concreta dei cittadini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo