CEREA. Invalidato il piano degli interventi urbanistici ma l'ente ricorre al Consiglio di Stato «I tempi delle sentenze sono così lunghi che ciò che è in programma sarà realizzato e non si potrà più tornare indietro o rifare tutto» Gli interventi urbanistici nel territorio comunale andranno avanti. L'amministrazione ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato per delegittimare la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che tre mesi fa ha di fatto stoppato - accogliendo un ricorso di uno studio privato - lo sviluppo del Piano di assetto territoriale (Pat) e in modo particolare gli interventi che prevede. E per dimostrare che nemmeno il Tar fermerà l'amministrazione e le sue intezioni di programmazione futura, giovedì, in consiglio comunale, il piano degli interventi verrà presentato e votato, dando così il via a nuove opere edilizie. Il ricorso al Tar era stato presentato a novembre 2009 dallo studio «Asa» di Venezia, uno dei cinque studi tecnici che avevano partecipato al bando di gara del Comune a gennaio 2009 per affidare l'incarico di redazione del Piano degli interventi (Pi). All'aggiudicazione, «Asa» contestò la «non idoneità dei componenti della commissione giudicatrice del bando, priva di adeguati titoli di studio». Motivazioni che i giudici del Tar ritennero valide, al punto che annullarono «tutti gli atti impugnati». A questo punto al Comune rimasero due strade: rifare da capo il bando per la redazione del piano degli interventi oppure ricorrere al Consiglio di Stato. L'ente ha scelto il ricorso. «Abbiamo scelto di difendere il lavoro dei nostri tecnici e gli interessi dei cittadini», dice il sindaco Paolo Marconcini, «perché, senza questi intoppi legali, il piano sarebbe stato probabilmente approvato già all'inizio di quest'anno». Secondo il Comune il Tar non solleverebbe alcun dubbio sui contenuti dell'elaborato dell'architetto Maddalena Anselmi, la vincitrice del bando, ma solamente sui componenti della commissione esaminatrice e quindi il piano sarebbe da ritenersi «valido». L'amministrazione si oppone quindi al Tar. Non solo. Ma gioca addirittura con i tempi della giustizia per realizzare i suoi programmi: consapevole che una sentenza del Consiglio di Stato non arriverà prima di cinque o dieci anni dopo dei quali, tra l'altro, esiste sempre la possibilità di ricorso in Cassazione, avrà tutto il tempo per portare avanti le opere e a quel punto, sentenze favoreli o sfavoreli, sarà troppo tardi per rifare una gara o tutto d'accapo. «In attesa della sentenza del Consiglio di Stato», chiarisce Giuliano Dalfini, il legale del Comune, «l'amministrazione porterà avanti i suoi piani urbanistici. Nel caso vincesse di nuovo, lo studio Asa potrebbe tutt'al più chiedere un risarcimento danni a Cerea». «La sentenza del Tar è stata chiara e non possiamo che opporci alla scelta del Comune», si limita ad affermare Francesco Spanò, titolare dello studio «Asa».
Il Comune snobba il Tar. Avanti tutta con le opere
Il Comune di Cerea ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato per delegittimare la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha fermato lo sviluppo del Piano di assetto territoriale (Pat) e gli interventi urbanistici nel territorio comunale. La sentenza del Tar era stata emessa a novembre 2009 e aveva annullato tutti gli atti impugnati, affermando che la commissione giudicatrice del bando di gara non era stata idonea. Il Comune ha scelto di ricorrere al Consiglio di Stato, che potrebbe prendere una sentenza entro cinque o dieci anni. In attesa di questa sentenza, l'amministrazione porterà avanti i suoi piani urbanistici.
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