La Val d'Agrò? Rendiamola patrimonio dell'Unesco. La brillante idea è venuta a Giuseppe Tindaro Toscano, che, in qualità di membro del comitato «Mecenati e promotori di sviluppo» del centro Unesco di Catania, ufficializzerà la proposta a tutti i sindaci del comprensorio in occasione di un convegno ormai prossimo (in programma il 25 luglio) organizzato per discutere dell'erigenda «Campana ai dispersi di tutte le guerre», che dovrebbe sorgere ad Antillo. Un'occasione non casuale, visto che riconoscimento alla Val d'Agrò e campana vanno decisamente a braccetto. Tutto è nato qualche mese fa, quando Toscano si rese protagonista dell'iniziativa di far inserire l'erigenda campana nel programma: «Patrimonio e messaggero di pace» dell'Unesco. L'iter, ci confermano al proposito, è già avviato, tanto che la prima documentazione è giunta da qualche settimana a Parigi, mentre si rimane in attesa che il sindaco di Antillo, Antonino Di Ciuccio e il comitato «Pro erigenda campana» inviino il resto degli atti (tra cui tutti i progetti di realizzazione del sito e strutture relative) necessari per ottenere l'ambito riconoscimento. Perché, dunque, non rendere ancora più significativa l'idea e provare a inserire l'intera vallata nel procedimento? «Proprio la campana - conferma Toscano - potrebbe essere il simbolo attorno a cui far ruotare l'intero progetto di valorizzazione della Val d'Agrò. L'eventuale riconoscimento porterebbe chiaramente benefici notevoli per lo sviluppo della zona. Oltre a valorizzare e proteggere i siti di maggior interesse culturale e architettonico, servirebbe per il rilancio dell'economia locale con la creazione di alberghi e ristoranti, l'incremento dell'agriturismo e di altre nuove forme di sviluppo. In sostanza, verrebbero create nuove occasioni di lavoro. Da parte mia non posso che garantire il massimo sostegno che il ruolo mi consente». Sostegno confermato anche dal presidente del centro Unesco di Catania, la prof.ssa Maria Elisa Brischetto. Ci auguriamo che l'idea lanciata da Toscano venga presa in considerazione e se ne discuta seriamente, senza che le solite beghe locali prevalgano sul primario interesse collettivo. La Val d'Agrò, con i suoi monumenti, la sua storia e le sue bellezze paesaggistiche, ha tutti i numeri per brillare anche nel panorama turistico internazionale. L'inserimento tra i «siti protetti» fa registrare mediamente un aumento del 20 del flusso turistico annuale. E con l'arrivo dei turisti cresce l'indotto: alberghi, ristoranti e commercio.