PIOMBINO. Limitare la nuova edificazione, verificare l'ubicazione e la qualità architettonica ed urbanistica delle nuove previsioni oltre a regolamentare la fruizione della duna anche attraverso lo studio di percorsi alternativi: sono alcune delle azioni che la Regione Toscana ha intenzione di mettere in atto per la difesa della spiaggia di Rimigliano. Per Baratti, invece, la Regione prevede una serie di controlli per segnalare eventuali abusi che si sono verificati in questa zona. Necessario, inoltre, stabilire nuovi criteri per "una fruizione controllata delle aree balneabili". Queste sono soltanto alcune delle indicazioni che l'assessorato all'urbanistica si è preso la briga di stilare nell'ambito dell'elaborazione del "piano del paesaggio", destinato a confluire nel Pit, il piano d'indirizzo territoriale, lo strumento urbanistico che interesserà l'intera Toscana per i prossimi anni. Con le sue spiagge e le sue colline la Val di Cornia è una delle 38 aree regionali racchiuse nel "piano del paesaggio". Del resto, il nostro territorio ha tutte le carte in regola per veder tutelati i suoi parchi, le sue coste ed i suoi fiumi. Nell'elenco dei beni paesaggistici soggetti a tutela, come previsto dal "Codice dei beni culturali" ci sono le coste piombinesi, per le quali è necessario effettuare opere di ripascimento, le pinete che si estendono lungo la costa est fino a Follonica, l'area degradata intorno alla presenza della centrale Enel. Per non parlare poi del promontorio di Piombino, uno dei punti di forza di tutta la Val di Cornia, dove la natura domina ancora incontrastata. La tutela e valorizzazione dell'ambiente non è solo un esercizio di natura amministrativa per adeguare i piani urbanistici alle normative esistenti, ma una presa di coscienza che interessa un numero sempre maggiore di cittadini, consapevoli che il territorio dove vivono deve essere lasciato libero. E' quello che è emerso durante l'ultimo electronic town meeting che si è svolto in città all'inizio di febbraio. In quella occasione un gruppo di piombinesi si è collegato via web con altri gruppi di lavoro delle città di Castelnuovo Berardenga, Cortona, Orbetello e Prato. I risultati, presentati nei giorni scorsi, durante gli "Stati generali sul paesaggio" svoltisi nell'auditorium di Santa Apollonia, a Firenze, parlano da soli. I piombinesi chiamati a dire la loro sul paesaggio vorrebbero trasformare la città in un vero e proprio "polmone da verde". Ad esempio, davanti alle fabbriche andrebbero sistemati soprattutto alberi, così come lungo la ferrovia, a cancellare lo squallore dei vetusti impianti industriali che si vedono dal treno che arriva e parte dalla stazioncina centrale. Andrebbero poi creati e ripristinati dei percorsi verdi fra le varie fabbriche, in modo da migliorare sensibilmente sia il paesaggio che la qualità dell'aria che entra nei nostri polmoni. Anche su spiagge e barche i piombinesi partecipanti al town meeting hanno avuto le idee chiare. Andrebbero recuperate le spiagge "di una volta", dove i piombinesi erano soliti ritrovarsi, come quella sotto il cimitero. Per le barche, invece, i piombinesi chiedono una sorta di restrizione, in modo da lasciare le spiagge della costa libere dalla loro presenza. A sorpresa si è pensato, invece, alla riconversione dell'attuale vocazione del porto in punto d'approdo per navi da crociera. Un grande porto per imbarcazioni da diporto può essere realizzato negli spazi vuoti delle aree industriali.