Fontana delle Api «decapitata» a piazza Barberini, angeli «con le ali spezzate» al Pincio. I monumenti di Roma rischiano grosso. Dopo la scoperta che la testa di una delle tre api della piccola fontana barocca è stata mozzata di netto, la domanda è più che legittima: quali monumenti di Roma possono dormire sonni tranquilli? L'ultimo episodio in realtà riguarda una fontana-monumento che è una copia dell'originale realizzata dal Bernini nel 1644, ma per una città che è un museo a cielo aperto le preoccupazioni non possono che crescere. Come dimostrano le dichiarazioni rese ieri dal presidente del Municipio, Giuseppe Lobefaro: «Qui i barbari siamo noi che, ogni giorno non ci curiamo di questa città e facciamo di tutto per rovinarla». Un mea culpa che ha finito per rimbombare anche in Campidoglio da dove il vicecapo di Gabinetto e responsabile del Decoro urbano, Luca Odevaine, ha commentato: «Sicuramente si può e si deve fare di più ma è un dibattito che dobbiamo aprire senza cedere alle tentazioni demagogiche. È fuori discussione che di vigili urbani ce ne vorrebbero di più». Odevaine ha poi aggiunto: «L'amministrazione comunale sta cercando di implementare i controlli ma sempre cercando di mantenere la città come deve aperta, vissuta e vivibile». Ad oggi i monumenti più protetti, almeno sulla carta, sono i più noti. Piantonato dai Carabinieri è l'Altare della Patria, sorvegliata dai vigili sono Fontana di Trevi e la Barcaccia di piazza di Spagna, ai giardini di Castel Sant'Angelo ci sono le telecamere, così come a Villa Torlonia. Sotto sorveglianza anche per piazza Navona, mentre i nuovi «netturbini di quartiere» pur non avendo potere possono fungere da dissuasori in piazza del Popolo, ma solo nelle fasce orarie diurne. Entro la fine dell'anno, ha assicurato l'assessore comunale alle Politiche Culturali, 472 mila euro saranno impegnati per la videosorveglianza al Pincio, 255 mila per un'analoga operazione al Gianicolo e la 186 mila euro per la Colonna Antonina. Il bando di gara per la scalinata di Trinità dei Monti è attualmente in corso. La videosorveglianza, secondo la sovrintendenza, è un sistema che può funzionare: diede una buona prova a Villa Torlonia, dove le telecamere hanno ridotto drasticamente i trafugamenti di opere che avevano reso celebre il parco negli anni Settanta. Buona prova, sempre secondo gli esperti, ha dato anche la scelta di sostituire le statue originali con dei calchi: esperimento tentato a Villa Borghese con 110 pezzi. Non tutto si può sostituire. Parte dei Fori Imperiali, sul lato dei Mercati Traianei, resta facilmente profanabile scavalcando una piccola recinzione. Non va meglio per un altro Foro, ovvero il Foro Italico, opera del Trentennio finita nel vortice del degrado come dimostrano i mosaici ormai distrutti che avrebbero bisogno di lavori per 8 milioni di euro. Forse troppi soldi, se si considera che annualmente il Comune spende di norma - anzi, di tasca sua - circa 2 milioni di euro per il restauro dei monumenti, mentre 250 mila euro vanno a finire nelle ville. Come una goccia in un mare.
Monumenti nelle mani dei barbari
Il Municipio di Roma ha dichiarato che i monumenti della città sono in pericolo a causa della mancanza di attenzione e cura. Il presidente del Municipio, Giuseppe Lobefaro, ha affermato che i barbari sono i responsabili della degradazione della città. Il vicecapo di Gabinetto, Luca Odevaine, ha confermato che l'amministrazione comunale sta cercando di implementare i controlli, ma ha anche sottolineato l'importanza di mantenere la città aperta e vivibile. I monumenti più protetti sono quelli più noti, come l'Altare della Patria, la Fontana di Trevi e la Barcaccia di piazza di Spagna.
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