21-LUG-2004 Quotidiano Roma rUnìtà Direttore: Furio Colombo Lettori Audipress 391000 Quanti metri di libri avete in casa? Se avete scaffali lunghi più di due metri lineari (e pieni, sia chiaro, non di soprammobili), appartenete a una coorte costituita da cinque milioni di famiglie italiane, se i vostri scaffali superano gli otto metri, a un'elite costituita dal 6,5 dei nuclei familiari. Questo curioso parametro per misurare il possesso, e si spera il relativo consumo, di libri, viene fornito dall'Associazione Italiana Editori nel rapporto con cui annuncia la propria iniziativa di settembre: il 14 e 15 a Roma, nella Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa, appuntamento con gli Stati Generali dell'editoria, due giorni di confronto sul mercato del libro ma non solo, perché l'oggetto verrà esaminato nel contesto del complessivo mercato culturale, gli altri media, le mostre d'arte, lo spettacolo. Tra i nomi previsti Roberto Calasse e Ferruccio de Bortoli, Giuseppe Laterza e Caterina Caselli (l'ex casco d'oro è vicepresidente del Gruppo Sugar), amministratori come Veltroni, Pericu, Ghigo, e un paio di ministri, Moratti e Urbani (sempreché all'epoca siano ancora in sella e negli stessi panni). Ieri a Milano nel palazzo dell'Informazione presentazione della due giorni, con Federico Motta (presidente Aie), de Bortoli, Roberto Culli e Stefano Mauri. E, se lo scopo dell'iniziativa è quello di mettere sotto i riflettori la centralità (anche politica) della questione cultura e libro, ecco una manciata di prime cifre a disposizione: nel cosiddetto «mondo dei contenuti» (escluse le tv, giacché gli introiti pubblicitari costituiscono una variante specifica e non omologabile) il libro pesa in termini di mercato per il 31. Il settore è in lieve crescita ma resta lontano dagli standard della maggioranza degli altri paesi europei: 3.621 milioni di euro di fatturato nel 2003 per libri, collezionabili, editoria elettronica, coedizioni, export, con una crescita dell'1,8 sul 2002, escluso quel capitolo importantissimo che sono i libri venduti in edicola coi quotidiani, che hanno registrato nel 2003 un movimento per seicento miliardi di vecchie lire; tasso di crescita della lettura in lieve aumento, l'l,l ma ancora lontano dai valori degli altri paesi europei. È un mercato che non riesce a recuperare l'inflazione reale, sicché la forchetta con gli altri paesi del mondo ricco tende ad allargarsi, ma che mostra dinamismo quanto a generi: in crescita editoria di viaggi, libri sullo sport, manualistica sulla salute, editoria legata alla spiritualità. Insomma, gli italiani sembrano prediligere i libri d'uso. Oppure i cosiddetti libri per lettori morbidi: fumettistica, gialli, fantasy. Crescono, poi, i best-seller ma calano, invece, le tirature degli «altri»: la tiratura media dei libri di autori italiani è scesa a 4.200 copie. Insomma, anche qui il segno è quello di una massificazione dei consumi. Chiudiamo con un dato buono, quello sulle traduzioni: col 23 di titoli tradotti sul totale, siamo in vetta in Europa. Noi italiani leggiamo poco, possibilmente cose «utili» o facili, leggiamo spesso tutti lo stesso libro, ma siamo interessati al mondo.