Non sono solo le risorse statali ad assottigliarsi. La cultura soffre anche di un, pur lieve, minore afflusso di contributi privati. Nel 2008 le erogazioni liberali che la legge 342 del 2000 ha previsto come interamente deducibili dal reddito di impresa - hanno segnato il passo: si è scesi dai 31,7 milioni del 2007 ai 31,6. E le prime elaborazioni per il 2009 sembrano confermare la tendenza al calo. Conseguenza della crisi economica, ma anche di una persistente scarsa conoscenza da parte delle imprese dello strumento che promette vantaggi fiscali per chi aiuta la cultura. Una misura che, nonostante il debutto sia avvenuto dieci anni fa, è riuscita a raggranellare risorse contenute rispetto alle aspettative. Tant'è che ci si è sempre tenuti ben al di sotto (il picco dei contributi è stato registrato nel 2005, con 32,2 milioni) dei 139,4 milioni indicati dal Fisco come il limite oltre il quale i soggetti beneficiari avrebbero dovuto restituire all'erario una parte dei finanziamenti ricevuti, così da non indebolire troppo il gettito fiscale, segnato dalla deducibilità totale riconosciuta alle aziende-mecenate. Il ministero dei Beni culturali ha cercato in passato di incentivare gli aiuti alla cultura, ma gli interventi non hanno fatto breccia, anche perché hanno scontato la mancanza di sistematicità delle campagne di comunicazione. Non c'è dnbbio, però, che il punto nevralgico - ne sono sempre più convinti ai Beni culturali, anche alla luce dei nuovi dati resta la promozione presso le imprese delle agevolazioni fiscali a favore dell'arte. L'impegno è, pertanto, quello di dare continuità alla comunicazione dello strumento. Necessità evidenziata anche nel corso di un convegno organizzato sul tema a fine gennaio presso la sede di Confindustria di Verona, dove si è potuto toccare con mano che pure un tessuto industriale come quello del Triveneto è all'oscuro dei vantaggi fiscali per chi investe in cultura. Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, in quell'occasione ha ribadito la necessità di diffondere lo strumento, paventando i rischi che un sottoutilizzo possa portare, in tempi di penuria di risorse, a dirottarlo su fronti diversi da quello culturale.
Gli aiuti ai monumenti non riescon a far breccia
Il ministro dei Beni culturali ha cercato di incentivare gli aiuti alla cultura, ma gli interventi non hanno fatto breccia. Le erogazioni liberali per la cultura sono scese nel 2008 e sembrano confermare la tendenza al calo anche per il 2009. La crisi economica e la scarsa conoscenza delle imprese dello strumento che promette vantaggi fiscali per chi aiuta la cultura sono le cause del calo. Il punto nevralgico è la promozione presso le imprese delle agevolazioni fiscali a favore dell'arte. Il ministero dei Beni culturali deve dare continuità alla comunicazione dello strumento per incentivare gli aiuti alla cultura.
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