MILANO Ci saranno tutti a fare il check-up al libro. Gli Stati generali, presentati ieri a Milano, avranno un sottotitolo ambizioso: «Più cultura, più lettura, più Paese». Nella prima giornata (il 14 settembre) dopo il saluto di Federico Motta (presidente dell'Aie) e delle autorità (Arrigo Levi dovrebbe porgere il saluto di Carlo Azeglio Ciampi) verranno presentate le tesi degli editori. Nella prima giornata il Governo (sempre che non capitino altri eventi a sparigliare le carte) sarà rappresentato dai ministri Letizia Moratti e Giuliano Urbani. Nella seconda e conclusiva i libri si metteranno in relazione con gli altri media. La tesi degli editori presentata dal vicepresidente dell'Aie, Ferruccio de Bortoli verrà discussa da Fedele Gonfalonieri, Alain Elkann, Guidalberto Guidi, Marcello Veneziani. A seguire l'intervento del ministro Gasparri, quindi la conclusione con la seconda carica dello Stato, il filosofo Marcello Pera. E proprio di sinergie, oltre che di concorrenza e competizione tra media si è parlato durante la conferenza stampa di presentazione della due giorni romana. «Dopo la legge Gasparri ha detto Ferruccio De Bortoli credo che ci possa essere il tempo per varare una legge che aiuti anche l'apertura di nuove librerie. Ci piacerebbe che il Paese, tra le tante emergenze, ritagliasse un po' di attenzione in più per un settore che rappresenta non solo la proprio cultura, ma anche la propria identità futura». La legge quadro sul libro è in preparazione da tempo. «Sarebbe pronta dice Motta : ora sta al Governo». Anche per portare a termine questioni così lunghe e delicate servirà la due giorni romana. Le nuove tecnologia, infine. Il consumo di pagine scritte è più forte là dove c'è maggior diffusione di Internet o di altri prodotti ad alta tecnologia. E si aprono scenari inediti. «Si sviluppano comparti che erroneamente vengono ritenuti minori, come la saggistica e la lettura di nicchia. L'anno scorso nel mondo ha aggiunto Motta sono state scaricate e pagate in rete pagine di pubblicazioni scientifiche per un valore complessivo di circa quattro miliardi di euro, grazie soprattutto alla diffusione della banda larga, che ha accorciato i tempi di collegamento». Si tratta di ricavi per gli editori tradizionali che sono stati capaci di aggiornarsi. Quello che manca ancora, e in maniera decisa in Italia, è una cultura del diritto d'autore. Qui si innesta la annosa battaglia delle fotocopie, soprattutto dei libri universitari che, però, da qualche tempo denuncia l'Aie sta estendendosi anche ai manuali scolastici. Ma si aggiunge anche quella, più sottile, e molto più difficile da districare, del prestito bibliotecario sottoposto a ticket. La Commissione europea, infatti, ha già da tempo avvertito l'Italia che si avvia a essere condannata per il mancato rispetto della normativa sul diritto d'autore. Agli Stati generali, assicura Roberto Gulli, amministratore delegato della Paravia Bruno Mondadori, «chiederemo quali sono le nuove risorse collegate alla riforma della scuola», ma ci si interrogherà anche su un fenomeno nuovo: «Vogliamo capire cosa sta alle spalle di successi come i 220mila ingressi al Salone di Torino o i 40mila paganti al Festival di Mantova», dice Stefano Mauri, ad della Longanesi, che a Roma presiederà la sezione sulla promozione culturale.
Il business delle pubblicazioni sul web
I 2 giorni romani, una manifestazione di editori, scrittori e giornalisti, si svolgeranno a Roma dal 15 al 16 settembre. La manifestazione sarà aperta al pubblico e sarà incentrata sulla promozione della lettura e della cultura. I partecipanti, tra cui il presidente dell'Aie, Ferruccio de Bortoli, e i ministri Letizia Moratti e Giuliano Urbani, discuteranno di temi come la concorrenza tra media e la necessità di una legge quadro sul libro. La manifestazione sarà anche un'occasione per discutere della crisi del diritto d'autore e del prestito bibliotecario.
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