Al via il restyling della Pinacoteca di Brera di Milano. Un progetto che la città attendeva da quasi un secolo e a cui ieri, alla presenza dei ministri Giuliano Urbani e Letizia Moratti, rispettivamente a capo dei Beni Culturali e della Pubblica Istruzione, è stato dato ufficialmente il via libera. Un restauro che vale 120 milioni e che porterà al raddoppio dell'area espositiva della Pinacoteca quadruplicando le superfici a disposizione dell'Accademia delle Belle Arti (da poco più di 5mila mq a circa 22mila) che potrà così ampliare i corsi dai quattro esistenti fino a 20. Resteranno, invece, invariati gli spazi occupati da altre istituzioni a cominciare dalla Biblioteca, l'Osservatorio astronomico, fino all'Orto botanico e all'Istituto lombardo di scienze e lettere. Banca Intesa, con una spesa di circa 200mila euro, finanzierà il progetto preliminare. Si passerà quindi alla fase esecutiva che porterà a indire una gara d'appalto per l'affidamento dei lavori di restauro. «L'avvio della gara - spiegano dal ministero dei Beni Culturali - è previsto entro il 2006. Per il completamento e la consegna, si stima circa un anno di lavoro. La ristrutturazione andrà, di pari passo, con la realizzazione dei nuovi immobili previsti dal piano di rilancio». Il progetto di riorganizzazione prevede, infatti, il trasferimento degli insegnamenti dell'Accademia nelle strutture di Palazzo Citterio, edificio di proprietà del ministero guidato da Urbani (che si trova proprio a fianco alla Pinacoteca) e in quelle del nuovo edificio che verrà costruito, all'interno del campus universitario della Bovisa, dal ministero dell'Istruzione. Ma le novità per la Pinacoteca, che al suo interno racchiude alcune delle opere artistiche italiane e non solo più preziose di tutti i tempi, non sono terminate. Urbani ha già annunciato che, da settembre, si inizierà a pensare alla creazione di una Fondazione ad hoc per gestire il museo di Brera. Attualmente a occuparsene è la Fondazione per l'arte della compagnia di San Paolo che manterrà, comunque, il proprio sostegno sia nella fase di restauro che in quella futura dell'ente museale. «Non è la prima volta che utilizziamo questo strumento - proseguono dal ministero -. Lo abbiamo già fatto a Torino per il Museo egizio e a Pisa per quello che sarà il prossimo Museo delle navi romane. Crediamo sia il modo migliore per coinvolgere pienamente gli enti locali, le principali realtà economiche del territorio e le Fondazioni bancarie». Oltre alla quota, importante, che rimarrà in mano al ministero, probabilmente un ulteriore pacchetto verrà destinato alla Fondazione Cariplo. «Le valutazioni - concludono dal ministero - partiranno a settembre e, quindi, dettagli più precisi sulla definizione delle quote è prematuro farli». I milanesi ora sperano che i tempi annunciati vengano rispettati e che i soldi da Roma arrivino. E che non si ripeta quanto accaduto con la Biblioteca Europea. Un progetto annunciato, ma mai partito.