MARIO PONTIL PROPOSTA DI ROSSI. Ok alla partecipazione ma il referendum resta La proposta del costituzionalista Emanuele Rossi di iniziare un percorso partecipato in alternativa al referendum in merito al nuovo ospedale sembra arrivare in ritardo, visto che da quando le autorità competententi hanno diramato l'annuncio (1 ottobre 2009) ne è passata di acqua sotto i ponti. E la società civile in primis e poi pure quella politica non sono rimaste a guardare, dimostrando di non accettare l'ennesima decisione autoreferenziale e calata dall'alto: comitato, dossier e documenti articolati ed approfonditi, prese di posizione e comunicati critici e spesso contrari di partiti politici (da destra e da sinistra), sindacati dei lavoratori (Fials in primis), associazioni, cittadini. Infine pure un esposto - denuncia che solleva, fra le altre questioni, gravi scorrettezze e inadempienze tecnico - amministrative. E naturalmente il referendum, che ha già ottenuto ottimi riscontri e che pare a questo punto inevitabile. A meno che... ed ecco che la proposta di Rossi pare un suggerimento, una sorta di aiuto per il governo locale. Magari mascherato dalle migliori intenzioni: un dibattito pubblico che richiederebbe l'amministrazione stessa e come tale assumerebbe l'onere di organizzare, sotto la guida di un responsabile, un dibattito. Questo sarebbe un percorso partecipato vero che favorirebbe il confronto, il dialogo, la trasparenza. A differenza del referendum che, sostiene il costituzionalista, ridurrebbe tutto a un si o a un no, polarizzando la discussione. Sostanzialmente noi dell'Appl condividiamo la valutazione e non abbiamo mai nascosto di avere poche simpatie per la strada referendaria. Anche per questo abbiamo sempre detto e non abbiamo cambiato idea che, pur sostenendo a questo punto la via referendaria daremo il nostro contributo per evitare la sterilizzazione e l'eccessiva semplificazione implicita nella scelta referendaria: la nostra partecipazione alla realizzazione del dossier "partecipato" sul nuovo ospedale va in questa direzione. Tornando alla proposta di Rossi, avanziamo diversi dubbi: il primo elemento che non ci convince consiste nello "scambio" che sarebbe il punto di partenza del percorso partecipato: l'amministrazione comunale richiede l'organizzazione del dibattito pubblico e in cambio il comitato promotore rinuncia al referendum, facendo valere le proprie ragioni nella sede opportuna del dibattito pubblico. Un classico "do ut des" che però investirebbe il comitato di un potere non conferito, scavalcando di fatto i numerosi cittadini che credono nel referendum e che non si sentono rappresentati in un "cor cordium" dal comitato stesso. E poi come ricorda pure Rossi, l'articolo 10 della legge regionale sostiene che fra le opzioni contemplate il soggetto proponente - in questo caso il Comune di Livorno - "può continuare a sostenere il medesimo progetto...". Quindi alla fine non esistono reali garanzie della volontà di rinunciare al progetto. Così come non esistono ampie garanzie di "neutralità" di colui che andrebbe a ricoprire il ruolo del responsabile del dibattito pubblico (nominato dall'Autorità regionale della partecipazione a sua volta nominato dal Consiglio Regionale). Insomma, ben venga da parte dell'amministrazione comunale la volontà e l'intenzione di attivare questo percorso, ma senza pretendere nulla in cambio. Vediamo se l'ipotesi avanzata da Rossi avrà un seguito, senza un "voto di scambio", e se una volta tanto Cosimi e i suoi ci sorprenderanno: saremo tra i primi a complimentarci con il coraggio di questa scelta. Giuliano Turchi per Appl (Assemblea Permanente per la Partecipazione) URBANISTICA. La consultazione popolare è occasione di confronto La riorganizzazione del sistema socio-sanitario e la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero sono elementi necessari per Livorno e per questo Sinistra Ecologia e Libertà si adopererà nella sua azione di governo della città con questi propositi. Riteniamo la proposta di referendum sulla nuova localizzazione dall'ospedale costituisca una occasione per aprire un confronto sulle linee di politica urbanistica e sanitaria di cui necessita la città, colmando un vuoto di partecipazione di discussione diffusa tra la cittadinanza. Al confronto parteciperemo come cittadini e come Sinistra Ecologia e Libertà Richiamiamo il valore dell'atto votato in consiglio comunale, su proposta del consigliere Lamberto Giannini e ribadiamo che queste scelte di questa portata devono trovare la loro collocazione nella fase di predisposizione dei nuovi strumenti urbanistici (Regolamento urbanistico e Piano strutturale). Sinistra Ecologia Libertà NON SOLO CRITICHE. Il voto è irrinunciabile ma informiamo la gente Ho letto con viva attenzione ed interesse sulle vostre pagine di mercoledì, l'articolo del professor Emanuele Rossi, docente della scuola Sant'Anna. Egli, rifacendosi all'iniziativa del Comitato per il referendum sul nuovo ospedale di Livorno, ne indica i punti "deboli" (verte sul solo aspetto della sua localizzazione a Montenero e ne risulterà un "ridotto", cioè poco significativo, SiNo). E suggerisce, viceversa, una via alternativa "migliore", quella di organizzare un dibattito pubblico che, con massima informazione tra gli abitanti, imparzialità di conduzione e parità di espressione (tutti criteri previsti da legge regionale sulla partecipazione), consenta di affrontare i molteplici aspetti del progetto ed essere dunque più propositivo. E, continua il prof. Rossi, il Comitato potrebbe così rinunciare al Referendum! Sembrerebbe ragionevole la proposta, ma dimentica che la "macchina" referendaria è già partita (i tempi sono essenziali in questa vicenda), mentre l'organizzazione di un dibattito partecipativo è di là da venire e, non da trascurare, ne perderebbe la democraticità della consultazione che, pur "grossolana", coinvolgerebbe ogni strato della cittadinanza (la via alternativa invece rischia di portare il dibattito al livello di tecnici e addetti ai lavori e, in più, con conclusioniesiti prevedibilmente poco dirimenti). Tenuto conto che, in entrambi i casi, all'Ente proponente il progetto in esame (cioè il Comune) rimane, qualunque sia l'esito finale (a favore o contro) la discrezionalità di rinunciare al progetto, di modificarlo oppure di confermarlo, mi sembra di poter concludere che lo strumento del referendum rimanga preferibile; l'idea del prof. Rossi, cattedraticamente valida e motivata, non è comunque incompatibile. Mi rivolgo al Comitato del referendum, perché i cittadini chiamati ad esprimersi col voto, siano adeguatamente informati (su stampa, Tv e tramite conferenze illustrative), su motivazioni e implicazioni (presentando anche proposte di possibili progetti alternativi). In definitiva auspico che il dibattito partecipativo ipotizzato dal prof. Rossi, invece che contrapporsi, si affianchi e rafforzi il referendum, in modo da arrivare ad una scelta consapevole e ragionata. Cannito replica a Ruggeri: servono risposte, non propaganda MARCO CANNITO CITTÀ DIVERSA Mi spiace dover replicare all'intervista a Ruggeri "Ospedale, avanti tutta". Per tre ordini di motivi. 1) Il tono e l'argomentare: un po' ironico e un po' ultimativo che segue all'intervento di Cosimi un po' sprezzante e delegittimante verso coloro che all'opposizione o in maggioranza pongono delle critiche o propongono soluzioni diverse, attribuendo loro aprioristicamente limitatezza di visione e secondi fini o interessi. 2) La necessità di "non perdere altro tempo prezioso". Ma la domanda è: chi ha perso tempo e risorse sull'ospedale e la sanità? Perchè sono anni che si annuncia la revisione del Piano urbanistico della città e non arriva mai? Perchè si continua a sostenere uno sviluppo distorto con esposizioni finanziarie e cementificazioni invece che stimolare la creazione di ricchezza non ciclica e di posti di lavoro non precari? 4) Il processo partecipativo e il referendum. Dopo aver negato l'applicazione per tempo di regole statutarie e normative sulla partecipazione urbanistica, calando invece scelte già prese sulle spalle dei cittadini e degli operatori, a sorpresa ci si rende (forse) disponibili ad "applicare" la Legge regionale 6907 scoprendo che è complicatissima la sua applicazione e chiedendo in contemporanea una resa incondizionata (l'abbandono del referendum) a cantieri aperti (la raccolta delle firme che Città Diversa appoggia). Così non funziona. Speriamo che vi siano risposte nel merito e non propaganda elettorale.
Il Tirreno
19 Febbraio 2010
LIVORNO - CEMENTO. Dibattito in città sulla costruzione del nuovo ospedale
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