Nuovo intervento dei giudici amministrativi. Lallarme del Campidoglio: "È un cannoneggiamento continuo" "Illegittime le cessioni compensative". Salta un altro cardine della manovra Veltroni "Chiederemo aiuto al governo" Una nuova tegola si abbatte sul Piano regolatore della capitale. A demolire sentenza dopo sentenza la grande manovra urbanistica licenziata in extremis dalla giunta Veltroni è ancora una volta il Tar del Lazio, che ieri ha accolto il ricorso di una società privata, la Soc Tecnofin srl, e bocciato un altro degli architravi su cui poggia lintero disegno della nuova Roma. Suscitando lallarme dellassessore Marco Corsini: «Il Prg si sta sgretolando», denuncia il responsabile dellUrbanistica. «Così non reggiamo, è un cannoneggiamento continuo, contro il quale siamo indifesi. Perciò, oltre a proporre appello al Consiglio di Stato, chiederemo al governo di intervenire. In modo da recuperare a posteriori quella copertura legislativa che, secondo i giudici amministrativi, manca al piano regolatore varato nel 2008». A finire sotto la mannaia della seconda sezione bis è stato, stavolta, lo strumento delle "cessioni compensative". Per il Tar, in sostanza, i privati non possono essere costretti a cedere gratuitamente cubature al Comune senza che una legge dello Stato lo contempli, né pagare un contributo straordinario per le valorizzazioni stabilite dallamministrazione. Esattamente il meccanismo previsto dal Campidoglio per "guadagnare" aree edificabili da destinare a servizi pubblici. Un esempio per tutti: le nuove centralità. Essendo private e agricole quasi tutte le aree di espansione della città, con il Prg si è deciso di mutarne la destinazione duso obbligando i proprietari a cederne in cambio una quota con la sovrastante potenzialità edificatoria. Non solo. Contestualmente gli è stato anche chiesto un contributo straordinario, pari ai due terzi dellincremento di valore ottenuto grazie alla nuova destinazione duso. Norme ritenute entrambe illegittime dalla magistratura, perché non previste dalla legge. La stessa motivazione usata due settimane fa per seppellire il meccanismo della perequazione, quello cioè che si attiva attraverso una serie di strumenti - tra cui la "cessione di cubature" - per ripartire la rendita urbanistica fra pubblico e privato. In questottica ha perciò il sapore della beffa lapprovazione, ieri in consiglio comunale, di un pacchetto di delibere sullargomento. In particolare la 2152009 che fissa i criteri delle compensazioni e stabilisce lindice di cubatura per i programmi urbanistici spostati dal centro alla periferia e viceversa: un massimo di 2,3 nel primo caso; dello 0,75 nel secondo. Delibere che rischiano di risultare vane dopo il pronunciamento del Tar. Autore di una serie di sentenze «dagli effetti devastanti», conclude lassessore Corsini. E contro i quali il Campidoglio cercherà di correre subito ai ripari. Se ne discuterà stamattina nella riunione della Commissione urbanistica convocata ad hoc dal presidente Marco Di Cosimo.
LAZIO - CEMENTO. E il Tar boccia ancora il Piano regolatore Lassessore Corsini: "Così lo sgretolano"
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di una società privata, la Soc Tecnofin srl, e bocciato un'architrave del Piano regolatore della capitale. L'allarme del Campidoglio: "È un cannoneggiamento continuo". Il Prg si sta sgretolando, denuncia il responsabile dell'Urbanistica. I giudici amministrativi ritengono illegittime le cessioni compensative e il contributo straordinario richiesto ai privati. La stessa motivazione usata per seppellire il meccanismo della perequazione. Il Campidoglio chiederà al governo di intervenire per recuperare la copertura legislativa mancante al piano regolatore.
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