Napoli Gentile Direttore, sono un ragazzo di 27 anni e vi scrivo questa lettera per mettervi al corrente di un episodio increscioso accadutomi con una cooperativa di Senigallia. La cooperativa in questione opera nel settore archeologico. Durante il mese di giugno del 2009 mi fu concesso un contratto a progetto, della durata di un mese, con mansione di archeologo nello scavo emergenza di Calcinate (Bg). Svolto il lavoro, peraltro molto duro, 9-10 ore al sole battente, a distanza di 7 mesi ancora devo essere retribuito. Vi scrivo per informarmi di questa storia all'italiana, dove non solo i giovani hanno scarse prospettive di lavoro ma addirittura non vengono pagati a distanza di troppo tempo. Allibito per l'insolvenza, chiamo una decina di volte la coop. i cui rappresentanti con uno stile degno dei più grandi dissimulatori mai esistiti, prima mi tenevano a bada rassicurandomi che il pagamento sarebbe stato effettuato a giorni poi addirittura si rifiutavano di concedermi il privilegio di parlare con chi di dovere. La storia raggiunge il culmine prendendo un taglio grottesco quando il 24 dicembre mi arriva una lettera della sedicente compagnia con auguri di Natale ed attirittura un dono: un saggio archeologico sulla città di Fabriano. Ho voluto scrivere al Vostro giornale per ovvi motivi. Come si conviene sto agendo per vie legali ma non voglio che questa storia la conosca solo io e altri miei colleghi anch' essi non ancora pagati. Maurizio Persico