IL CASO INTERCETTAZIONI «Ho sempre operato con correttezza senza mai commettere forzature». Questo il senso della relazione in consiglio comunale fatta dal sindaco Mauro Favilla in merito alle intercettazioni telefoniche pubblicate due giorni fa dal Tirreno. «Intercettazioni che non riguardano mie conversazioni - ha detto il primo cittadino sottolineando la correttezza del giornalista che ha trattato la notizia -. Si trattava di colloqui di altre persone in cui si è parlato dell'amministrazione». La vicenda risale al 20 febbraio 2009, giorno dell'incontro tra Favilla e Denis Verdini, all'epoca coordinatore regionale di Forza Italia. Verdini aveva fissato un appuntamento per quel giorno per dire a Favilla che da oltre un anno e mezzo presso gli uffici dell'amministrazione c'era una pratica ferma da un anno e mezzo che riguardava un immobile - l'ex deposito dei tabacchi in via Nazario Sauro - appartenente ad altre persone. «Come faccio sempre in tutte le occasioni, sia con gli amici che con i nemici, ho ascoltato la questione e ho inoltrato la segnalazione agli uffici - spiega il sindaco - a quel punto ho spiegato che la pratica era ferma perché non era completa. Poi non ho più saputo niente». «In alcune intercettazioni si parla di 3-5 mesi a disposizione per risolvere tutta la questione - prosegue Favilla - in verità la pratica è andata avanti ma attualmente è ferma perché non ha avuto il parere positivo della Conferenza dei servizi, l'organo regionale composto da rappresentanti della Soprintendenza, del Comune e di altri enti, che deve esprimere il proprio parere su questo tipo di operazioni». E il parere negativo della Conferenza dei servizi è arrivato proprio pochi giorni fa. «È passato tanto tempo - conclude Favilla - e io ho seguito una linea di estrema correttezza e lo sta a dimostrare che a distanza di un anno la pratica è ancora ferma. Ora spetterà alla Commissione urbanistica verificare tutti i documenti».
LUCCA. Favilla: Su quella pratica c'è stata estrema correttezza
Il sindaco di Palermo, Mauro Favilla, ha espresso la sua versione su un articolo del Tirreno che pubblicava intercettazioni telefoniche relative a un immobile appartenente ad altre persone. Favilla ha affermato di aver operato con correttezza e di aver segnalato la pratica ferma, che riguardava l'immobile ex deposito dei tabacchi in via Nazario Sauro. Ha spiegato che la pratica era ferma perché non era completa e che non ha saputo niente dopo aver inoltrato la segnalazione. Favilla ha anche affermato che il parere negativo della Conferenza dei servizi, che ha esaminato la pratica, è arrivato pochi giorni fa e che la pratica è ancora ferma.
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