La più celebre natura morta di Caravaggio e lUltima Cena di Leonardo scrutati al computer fin nei dettagli invisibili a occhio nudo Da un lato il quadro o laffresco trattato mostra ogni parte della sua bellezza più nascosta: le espressioni dei visi e le smorfie dei volti, la tenerezza degli occhi, le pallide lacrime, la rabbia e la compassione, o una imperfezione voluta apposta dal pittore su una mela troppo matura in una natura morta. Dallaltro scopre le crepe e lusura, i danni e le alterazioni, i segni del tempo che restauri efficaci possono aiutare a superare. Merito di un sofisticato procedimento di ripresa fotografica in cui i dettagli vengono ingranditi fino a 100 volte senza perdita di risoluzione. Si procede prima con un elevato numero di scatti digitali ad alta definizione, che vengono poi ricomposti successivamente in ununica immagine con lelaborazione di specifici modelli matematici e geometrici (lavoro che può durare dalla settimana qualche mese). I risultati sono sorprendenti. Peter Greenaway si è servito delle immagini effettuate con la tecnica della HAL9000, per esempio, per concretizzare la sua performance su lUltima Cena: 1.677 scatti, 16 miliardi di pixel, per cogliere particolari della dimensione di un millimetro, in cui si legge chiaramente la trama dellaffresco leonardesco e si visualizzano i brandelli di colore ancora esistenti e quelli ormai inesorabilmente perduti, con effetti affascinanti. «Siamo una piccola società, dieci dipendenti, specializzata in tecnologie informatiche - racconta Vincenzo Mirarchi, amministratore di Haltadefinizione - . Nel 2004 abbiamo deciso di affrontare in via sperimentale e come ricerca una tecnologia mista di hardware e software per la produzione di immagini ad alta definizione. Applicata in modo particolare ai beni culturali, si è rivelata assolutamente efficace. Un sistema certificato dallIstituto superiore per la conservazione e il restauro, che risponde alle più severe direttive previste per la tutela della opere darte». Una delle ultime opere trattate con questo metodo fotografico è la stata la Canestra di Caravaggio, che dalla Pinacoteca Ambrosiana è approdata ora alla mostra sullartista alle Scuderie del Quirinale a Roma. Ma anche la Sacra Sindone, la Cappella degli Scrovegni a Padova (192 ore di riprese, il lavoro più difficile) e la basilica di Assisi con i dipinti di Giotto, o il Beato Angelico a Firenze, piuttosto che alcuni capolavori agli Uffizi, sono state riprese con il sistema Haltadefinizione e potranno essere utilizzati per vari scopi. Ad Assisi, per esempio, il 9 aprile faranno la parte del leone in una mostra dedicata ai colori di Giotto, mentre le immagini della milanese Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale è stata voluta dalla sovrintendenza per disporre di un dettagliato documento storico prima del restauro. Intanto è sul sito www. haltadefinizione. com che si possono visualizzare parte delle opere digitalizzate, navigando nelle pieghe di affreschi immortali.