«Proviamo a dirlo in romanesco: si sono allargati». Piero Ciucci commenta così il lungo elenco delle opere compensative presentato dal comune di Messina, molte di più rispetto alla previsione iniziale. Altro che messa in sicurezza del territorio. Nel frattempo, la vicenda di San Fratello - paese sui Nebrodi evacuato in fretta per un movimento franoso lungo un chilometro - ha riproposto l'urgenza del riassetto idrogeologico. La lunghissima lista dei lavori previsti per la città dello Stretto - perlopiù inutili - aggraverà il dissesto, non solo nella zona nord, in cui è previsto il cantiere principale, ma anche nel cuore della città con le opere ferroviarie e persino nella parte meridionale - quella che ancora piange i 37 morti dell'alluvione - dove è prevista la realizzazione di due nuovi svincoli autostradali. L'annuncio arriva direttamente dall'amministratore delegato della «Stretto di Messina», durante il convegno «Il progetto - L'organizzazione - I lavori». Ma il progetto del Ponte è ancora quello provvisorio, invece l'unica certezza sono le opere collaterali, che inizieranno a breve. L'apertura al traffico è stata annunciata per il primo gennaio 2017. Al sindaco Giuseppe Buzzanca non piace la definizione «opere compensative». «Sono opere collegate», proclama. «Noi non vogliamo essere ricompensati di nulla». Ma come può essere connesso al Ponte il nuovo svincolo di Giampilieri? Si trova a 34 chilometri dal futuro pilone ma a poca distanza da una ulteriore uscita prevista, quella di Santo Stefano. Nuovi interventi, dunque, proprio nella zona teatro della terribile alluvione del primo ottobre 2009. E la messa in sicurezza del territorio, richiesta a gran voce dalla Rete No Ponte e a parole promessa da tutti? «I fondi o servono per la costruzione del Ponte o non verranno, nessun privato investirà per la messa in sicurezza del territorio», dice Buzzanca, giocando per l'ennesima volta con l'equivoco del finanziamento privato dell'infrastruttura. In realtà, oggi i milioni sul tavolo sono interamente statali. E l'Anas è il soggetto che gestisce e controlla tutto. Un delirio di strade accompagnerà il progetto principale: si inizia col raddoppio della tangenziale (da Tremestieri all'Annunziata, fino a Ganzirri, dove sorgerà l'ultimo casello prima del Ponte). Poi una serie di opere stradali (raccordo e nuova Panoramica) proprio alla punta della Sicilia, che incidentalmente è anche un'area naturalistica di interesse europeo. Curiosamente, nell'elenco è stato inserito anche lo svincolo di Giostra (lavori avviati nel 1997, fine prevista nel 2011, costo 77 milioni): come se l'avvio di un'opera straordinaria debba servire a realizzare l'ordinario. A questo si aggiunge tutta una serie di varianti e la "via del mare", la strada da 65 milioni che dovrebbe trasformare un maxi-imbarcadero in una città con vista sul mare, l'ormai famigerato waterfront. Le nuove strade saranno costruite per i mezzi di cantiere e non per l'aumento del traffico che non ci sarà. «Traffico, polvere, rumore, vibrazioni: è questo che darà il maggiore impatto ambientale», ammette il responsabile di Impregilo a proposito dello smaltimento di 21 milioni di metri cubi di materiale di risulta. E' stato pure previsto un sistema parallelo di chiatte per lo spostamento via mare, o di vagoni ferroviari. Alcune opere sono collegate, altre mitigatrici, ma almeno una è alternativa: la metropolitana del mare tra le due sponde, con relative fermate, pontili ed opere a terra. Una volta entrata in funzione, renderà ancora meno attraente per i pendolari il lunghissimo percorso che dal centro di Messina porta all'estremità nord e quindi ridiscende verso Reggio Calabria. Poi la nuova stazione ferroviaria, prevista nella zona di Gazzi. E una contorta nota di ottimismo: «La realizzazione di tutte le opere ferroviarie connesse in modo tale da consentire il passaggio dei treni ad alta velocità». Il completamento della copertura del torrente Papardo - 15 milioni di euro - apre la lunga lista delle opere compensative. Seguono la «pianificazione dell'Area Integrata dello Stretto» (5 milioni di euro), il «Piano Particolareggiato Porto-Tremestieri» (32,5 milioni di euro), «Aree attrezzate di Protezione Civile» (2,5 milioni di euro). Si chiude con le iniziative che strizzano l'occhio agli ambientalisti: interventi di «salvaguardia ambientale e sanitaria della Riserva di Capo Peloro e opere finalizzate alla valorizzazione turistica del territorio e dei flussi migratori» (80,7 milioni di euro). Ma allo stesso tempo nuove strade, cantieri e materiali di risulta impatteranno soprattutto questa zona. La soluzione? «La rinaturalizzazione e ripascimento dei litorali attraverso il riutilizzo dei materiali di scavo, previa caratterizzazione degli stessi». Per un costo di 11,8 milioni. Persino la delibera del consiglio comunale avverte: «Appare opportuno inserire tra gli oneri a carico del contraente la verifica di idoneità geotecnica ed ambientale dei materiali di scavo da utilizzarsi per le suddette opere». Tra le poche certezze, al solito, ci sono le richieste del comune di Messina. Assunzione di nuovi vigili urbani e pompieri. Il restauro di monumenti ed edifici storici, il restyling di vie e passeggiate cittadine, l'ammodernamento delle strutture alberghiere esistenti e la costruzione di nuove strutture ricettive. «Adesso dobbiamo genufletterci per avere quello che ci spetta, come fosse una prebenda», si lamenta Buzzanca chiudendo il suo intervento. «Potremo camminare con le nostre gambe». In futuro, forse. Oggi sono tutti col cappello in mano. Anche a costo di rischiare ancora una volta di essere sommersi dal fango.
MESSINA. GRANDI OPERE I cantieri a Giampilieri. Gli svincoli per il Ponte? Nel paese venuto giù
Il comune di Messina ha presentato un elenco di opere compensative per il progetto del Ponte sullo Stretto, che include la realizzazione di nuove strade, cantieri e opere ferroviarie. L'amministratore delegato della Stretta di Messina ha annunciato che l'apertura al traffico è prevista per il primo gennaio 2017. Tuttavia, la lista delle opere è stata criticata per essere lunga e inutili, e per non risolvere il problema del dissesto. Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha affermato che le opere sono collegate al Ponte e non sono compensate per il territorio. La lista delle opere include anche la realizzazione di una metropolitana del mare e di una nuova stazione ferroviaria.
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