MISTERI. La Commissione parlamentare ascolta le deposizioni dei due collaboratori di giustizia Del Giovine e Serpa. Le rivelazioni di ieri «gettano nuove luci sulla vicenda. Ma anche tante ombre», ha spiegato l'avvocato di parte Conidi. Potrebbe essere stata una giornata decisiva quella di ieri, dove la Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, in trasferta a Bologna, ha effettuato una serie di audizioni sulla vicenda delle cosiddette navi dei veleni. Davanti al presidente Gaetano Pecorella, Alessandro Bratti (Pd), Giovanni Fava (Lega), Candido De Angelis (Pdl) e Vincenzo De Luca (Pd) si sono succeduti personaggi che nel passato hanno visto il loro destino incrociarsi con le vicende del traffico illecito dei rifiuti. Molto attese erano le deposizioni dei due collaboratori di giustizia Emiliano Del Giovine e di Stefano Carmelo Serpa, il cosiddetto pentito Sigma. La testimonianza del primo è scivolata via in meno di un'ora, durante la quale l'uomo ha voluto ribadire la preoccupazione per la propria incolumità personale messa a dura prova da un investimento «le cui modalità non mi convincono. Sono stato investito proprio alla fine dell'attraversamento della strada. Era molto difficile non evitarmi». L'ex boss della 'ndrangheta è stato investito da un'auto pirata il giorno stesso in cui aveva comunicato via fax la volontà di essere sentito sulla vicenda dalla commissione rifiuti. Ieri, l'ex boss del clan Di Giovine-Serraino non ha fatto altro che confermare quanto già svelato all'autorità giudiziaria in passato, raccontando di traffici di sostanze nocive e nucleari effettuati dal noto trafficante di armi olandese Theodor Cranendonk, uomo che era in affari con il suo clan. Ma una scossa alle audizioni è stata quella data da Serpa. Dichiarazioni precise, circostanziate, di una forza tale da costringere il presidente Pecorella a secretare l'audizione. Se il racconto di Francesco Fonti, il primo pentito della 'ndrangheta che ha parlato delle navi dei veleni, rivelava dettagli circa le modalità dell'affondamento delle navi, quello che ieri ha svelato Sigma si colloca a un livello più alto, che rimanda ai cosiddetti registi occulti. Uno scenario che vedrebbe un sistema, tuttora operante, che dagli Anni Novanta ad oggi avrebbe gestito il traffico di rifiuti tossici e nocivi. Il racconto avrebbe coinvolto anche «sfere insospettabili», lasciando più di un presente col fiato sospeso. Tanto da convincere la Commissione a interrompere l'audizione per una prima verifica del racconto. «Dopo oggi - racconta l'avvocato Claudia Conidi - la vicenda delle navi dei veleni è molto più concreta e vicina a noi di quanto potesse essere fino a ieri. Ai racconti su di un sistema si sono aggiunte rivelazioni molto concrete e dirette che gettano nuove luci sulla vicenda. Ma anche tante ombre». Nei giorni scorsi, intanto, è stato istituito l'Osservatorio "Per un Mediterraneo libero dai veleni", un organismo attraverso il quale associazioni della società civile chiedono a governo, magistratura e Parlamento «un impegno concorde per mettere con le spalle al muro la rete dei trafficanti delle navi dei veleni che opera sostanzialmente impunita da più di un ventennio e per disinnescare la bomba a orologeria, ai danni dell'ambiente e della salute dei cittadini, costituita dalla "navi a perdere».
Navi dei veleni, parlano i pentiti. E Pecorella secreta l'audizione
Ieri, la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha effettuato audizioni sulla vicenda delle navi dei veleni. I due collaboratori di giustizia Emiliano Del Giovine e Stefano Carmelo Serpa, noto come Sigma, hanno fornito testimonianze importanti. Del Giovine ha confermato i traffici di sostanze nocive e nucleari con Theodor Cranendonk, un trafficante di armi olandese. Serpa ha raccontato di registi occulti e di un sistema che gestisce il traffico di rifiuti tossici e nocivi. La Commissione ha interrotto l'audizione per una prima verifica del racconto di Serpa.
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