Nuovi scivolamenti a valle del costone da cui ha avuto origine la frana che ha costretto all'evacuazione degli abitanti. Il geologo Franco Ortolani: «Edifici e strade hanno contribuito a rendere ancora più fragile l'intero territorio». Maierato si è svegliato ancora con la paura. Nuovi scivolamenti a valle del costone dal cui si è staccata la prima frana si sono registrati durante la notte. Secondo il prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella, si tratterebbe di movimenti di assestamento, ma la situazione nel paese calabrese è ancora tutta in evoluzione. Quello che maggiormente preoccupano sono le condizioni meteo. Le previsioni della protezione civile indicano ancora pioggia. Se trovassero conferma, il rischio di nuovi crolli sarebbe concreto. Anche nel resto della Calabria continua a piovere, aggravando una situazione di per sé già drammatica. Raccontata al meglio dai numeri. Riportati da Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio presso l'Università di Napoli Federico II. «Nei primi due mesi dell'anno, mediamente e storicamente, a Catanzaro cadono 244mm di pioggia. Quest'anno in un mese e mezzo ne sono caduti 470. A Vibo Valentia in questa prima metà di febbraio sono già caduti 190mm a fronte di una media storica di 99mm. Nel complesso, a Vibo, nei primi due mesi dell'anno mediamente e storicamente cadono 221mm di pioggia. Quest'anno in un mese e mezzo ne sono caduti 364. Reggio ha già superato i 200 a fronte di medie che oscillano intorno ai 150. Una situazione simile si riscontra anche in Sicilia, «nella zona dei Nebrodi e Peloritani, che è l'area a maggiore piovosità dell'isola». I disastri di Calabria e Sicilia sono colpa dell'uomo o fenomeni naturali? è evidente che senza le precipitazioni piovose questi eventi non si verificherebbero; è pure chiaro che se non vi fosse la presenza dell'uomo sul territorio devastato, fenomeni simili non farebbero notizia. Le condizioni climatiche influenzano in tempo reale gli equilibri della superficie del suolo; conseguentemente in queste decine di anni si è ispessito lo strato superficiale con scadenti proprietà geotecniche e sono peggiorate naturalmente le condizioni di stabilità di parte dei versanti. L'occupazione della superficie da parte dell'uomo è stata particolarmente attiva con la costruzione di edifici e strade e interventi vari che possono avere contribuito, localmente, a destabilizzare le precarie condizioni di stabilità di aree che già in passato erano state interessate da dissesti. Questi fenomeni possono trovare una spiegazione nei cambiamenti climatici? I cambiamenti climatici che avvengono in un periodo di alcuni anni non sono necessariamente connessi a cambiamenti climatici globali. Gli studi effettuati nell'Area Mediterranea hanno evidenziato come a periodi plurisecolari di scarsa attività solare sono corrisposti periodi molto piovosi e freddi mentre in corrispondenza di periodi di notevole attività solare si sono avuti periodi più caldi e meno piovosi. In base a questi dati, nel 2003 calcolai che l'incremento dell'attività solare che aveva caratterizzato il periodo tra il 1940 e il 2003 sarebbe stato interrotto da un periodo di alcune decine di anni di minima attività solare tra il 2010 e il 2050 circa (come accadde con il minimo di Oort tra il 1010 e il 1050 circa) con conseguente marcato incremento delle precipitazioni piovose anche nel periodo estivo e conseguenti diffusi catastrofici eventi alluvionali. E' quello che sta accadendo? In effetti i fisici solari da alcuni anni stanno constatando che l'attività solare è in declino e prevedono un minimo di attività nel prossimo futuro. Secondo me l'incremento delle precipitazioni che sta caratterizzando questo periodo è la conseguenza della diminuzione delle macchie solari, proprio come accadde nel Medioevo; tale situazione dovrebbe perdurare anche nelle prossime decine di anni determinando diversificati impatti ambientali.
DISSESTI. Maierato, ancora paura. Nuovi scivolamenti
A Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio cadono mediamente e storicamente 244mm, 221mm e 150mm di pioggia nei primi due mesi dell'anno. Quest'anno in un mese e mezzo ne sono caduti 470, 364 e 200. I disastri di Calabria e Sicilia sono colpa dell'uomo o fenomeni naturali? Senza le precipitazioni piovose questi eventi non si verificherebbero. Le condizioni climatiche influenzano in tempo reale gli equilibri della superficie del suolo. Gli studi effettuati nell'Area Mediterranea hanno evidenziato come a periodi plurisecolari di scarsa attività solare sono corrisposti periodi molto piovosi e freddi.
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