Botticelli China-tour. La sua Adorazione dei Magi sarà accompagnata da Venere e Amore con un cane e una pernice di Tiziano, dalla Leda e il cigno del Tintoretto e da altre settantanove opere provenienti dalla Galleria degli Uffizi in un tour museale cinese lungo diciotto mesi. Spiccheranno il volo alla volta di Shanghai il 10 marzo, poi a Shenyang, Guangzhou, Chengdu, Pechino. Cinque città per altrettanti musei. La mostra itinerante e gratuita (perché in Cina si usa così, sempre) si intitola From the Collections of The Uffizi Gallery, the genres of painting ed è curata da Contemporanea Progetti. La soprintendente Cristina Acidini immagina, sogna, promette «un futuro di scambi culturali e umani intensi e fruttuosi: la Cina ci potrà mandare sempre più turisti, soprattutto se le nostre politiche di visto potranno essere riadattate per agevolare il turismo». Mentre il direttore Antonio Natali si concentra su un orizzonte più immediato: «Come contropartita tangibile avremo 100 mila euro per la manutenzione di nostre opere d'arte». A Shanghai, la prima tappa (10 marzo 6 giugno) sarà in contemporanea l'Expo. Ma la capitale economica cinese ha già un primato interessante per quanto ci riguarda: è stata la prima, nel 1998, a esporre dipinti di arte antica italiana con la mostra dei cento capolavori della collezione Medici. Tra gli 82 quadri che lasceranno gli Uffizi alla volta dell'estremo oriente, «senza togliere ai turisti che verranno da noi quelle opere che grazie alle guide si aspettano di ammirare», continua Natali, ci sono paesaggi, nature morte e ritratti databili tra la fine del XV secolo e la seconda metà del XX. Tre «generi che marcano più di altri le differenze culturali e geografici: città, frutti, volti, che i Cinesi non conoscono», chiosa il direttore. Acidini e Natali dicono solitamente non amano mandare a spasso per il mondo i pezzi migliori del nostro museo. Di solito i prescelti sono i quadri di quello che prima si chiamava «deposito» e che adesso il direttore preferisce chiamare «riserva» perché «non si pensi che si tratta di una cantina». Ma i prestigiosi musei orientali avranno alcune tra le opere pi prestigiose in assoluto: da Botticelli a Tiziano e Tintoretto, appunto. Insomma, prima il Giappone, ora la Cina, che si terrà i nostri capolavori fino al 2 agosto 2O11 (ma noi potremo seguirli sul sito www.uffizichina.com). L'Oriente chiama arte e manda frotte di turisti. E non si ferma certo qui: «anche la Corea si sta affacciando a questo sistema degli scambi culturali con prime richieste che speriamo di poter corrispondere», ha concluso Cristina Acidini. La Firenze dell'arte guarda sempre più lontano. E teme, e trema, che non «si possa essere in grado di accogliere un fiume di nuovi turisti così grande come ci si aspetta rincara Natali Sì, è vero, avremo i Nuovi o Grandi Uffizi...» ma chissà se basteranno, visto che «le entrate e le uscite del museo saranno sempre le stesse».