La decisione è della conferenza di servizi voluta dalla Regione, mancano osservazioni e decreto di Galan In cambio i costruttori privati dovranno realizzare la caserma dei carabinieri spendendo oltre due milioni Con tutta probabilità prima delle elezioni del 28 e 29 marzo il Borgo del Sole, diventerà un complesso residenziale. Il cambio di destinazione d'usa sarà infatti uno degli ultimi provvedimenti che verranno firmati dal presidente uscente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. Intorno al 20 marzo, una settimana prima delle elezioni regionali, dovrebbe essere posta la firma del presidente della giunta regionale, al decreto con cui si renderà esecutivo l'accordo di programma tra Regione, Comune di Cavaion e Sviluppi Immobiliari srl. L' accordo prevede la trasformazione della destinazione d'uso da turistico-alberghiero in residenziale del complesso edilizio Borgo del Sole, quasi ultimato in località Fontane, a Cavaion. In cambio la società privata costruirà, per una spesa di due milioni e mezzo di euro, la nuova caserma dei carabinieri su terreno di proprietà del Comune di Cavaion, in viale della Rimembranza, e realizzerà opere di sistemazione dell'area archeologica San Michele, sul colle del paese. È questa la sostanza della bozza di accordo di programma emersa dalla Conferenza di servizi nominata ad hoc dalla Regione all' inizio di gennaio e che in quattro incontri (l'8 e il 28 gennaio, il 4 e l'11 febbraio) ha trovato la formula che mette d'accordo tutti gli enti interessati: Regione Veneto, Comune di Cavaion, carabinieri, direzione beni culturali, Ulss 22, genio civile e Sviluppi immobiliari. «Nella prima conferenza», spiega il sindaco Lorenzo Sartori, «la Regione ha verificato l'interesse pubblico regionale per le opere che verranno realizzate. La nuova caserma dei carabinieri diverrà presidio di tre comuni, oltre Cavaion anche di Affi e Costermano, ed è quindi di interesse sovracomunale». Nelle bozze di accordo precedenti la Sviluppi immobiliari si era impegnata al recupero dell'area archeologica rinvenuta sulla lottizzazione in località Fontane, dove, in fase di costruzione, era emerso un complesso rurale romano. «Ora la società non interverrà più su quell'area, dove ha già finanziato gli scavi di ritrovamento, perché la Soprintendenza ai beni archeologici ha ritenuto più opportuno investire sul sito più importante di San Michele, che necessita di interventi urgenti di consolidamento per essere poi aperto al pubblico. Sull'area in località Fontane, interverremo noi come comune in futuro», sottolinea Lorenzo Sartori. Prosegue: «Nelle conferenze di servizio sucessive è stata così preparata la documentazione per stilare la bozza di accordo definitivo, che è esposto sia in Comune che in Provincia dal 12 febbraio. Vi rimarrà per 30 giorni fino al 13 marzo, quando scadrà il termine per la presentazione delle osservazioni». «Di fatto segue un iter come per le varianti», spiega Sartori, «il provvedimento poi andrà all'esame della commissione di valutazione tecnica regionale (Vtr)». «La giunta regionale quindi dovrà approvare lo schema di accordo con i progetti delle due opere e la variante di trasformazione d'uso dell'area. Infine, a metà marzo, il consiglio comunale di Cavaion autorizzerà il sindaco alla sottoscrizione dell'accordo; subito dopo si svolgerà la conferenza dei servizi decisoria, con l'esame delle osservazioni e alla fine ci sarà il decreto del presidente regionale (tra il 19-20 marzo appunto)». «Il cambio di destinazione d'uso della lottizzazione così entrerà a regime subito con l'approvazione della commissione Vtr e non più con l'approvazione del Pat, come invece era previsto in origine», conclude Sartori, che si dice soddisfatto per le opere di interesse pubblico che verranno realizzate dal privato.