La Galleria Corsini e la Galleria Barberini rimarranno due strutture separate, ma entrambe da valorizzare. È questa la decisione presa oggi nella riunione del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, presieduto in questo turno dalla professoressa Marisa Dalai Emiliani, e tuttora in corso. Il Comitato tecnico scientifico per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico ha formulato infatti il seguente parere, «coerentemente con l'esigenza della cultura attuale di ripensare la Galleria Nazionale d'Arte Antica non nei termini degli ideali postrisorgimentali, ma in relazione alla tradizione collezionista peculiare di Roma, quindi nelle sue due componenti storiche, secondo progetti di tutela e valorizzazione distinti, ma correlati». Non si muoveranno più dall'antica residenza della regina Cristina di Svezia alla Lungara i Rubens, gli Orazio Gentileschi, gli Andrea Del Sarto, i van Dyck, il celebre San Giovanni Battista del Caravaggio. Appena pochi giorni fa Vittorio Sgarbi aveva dichiarato: «Pietà per la Corsini. L' accorpamento sarebbe un' onta per lo Stato, un insulto alla ragione e alla legge. Si vincolano le storiche collezioni private - Colonna, Doria Pamphili, Pallavicini - e poi si smembra l' unica pubblica?» L'allarme risale alla metà del 2007 quando il polo museale romano immaginò una notevole confluenza di tesori della Corsini alla Galleria nazionale d'arte antica di palazzo Barberini, appena uscitaallorada un grandioso restauro. Ma l'opposizione fu immediatamente durissima. Alvar Gonzàles-Palacios sull' inserto domenicale de «Il Sole 24 ore» parlò di «inaudita barbarie». La stessa Dalai Emiliani, allora nella sua veste di presidente dell'associazione «Bianchi Bandinelli», descrisse un «colpo di mano, un errore dal punto di vista scientifico». Si mobilitò anche l'Associazione amici di Tastevere, intimoriti dalla perdita di un simile gioiello. Ma ora tutto è concluso, la galleria Corsini -per fortunaresta com'è e dov'è. Così si legge nel documento votato ieri: « La Galleria Corsini, esempio unico a Roma di collezione settecentesca di gusto toscano, deve essere conservata filologicamente nella sua fisionomia originaria sulla base degli inventari del 1750, 1771 e 1784, in rapporto organico con gli ambienti architettonici, le decorazioni e gli arredi di Palazzo Corsini alla Lungara, nella forma recentemente ripristinata, sia pure con gli opportuni ritocchi. Acquistata allo Stato italiano, come è noto, sullo scorcio del XIX secolo e inaugurata nel 1895, essa non può che permanere nella sede storica, come parte insostituibile di uno dei rari contesti rimasti integri nella Capitale, non solo per ciò che concerne il Palazzo e la presenza in esso della Biblioteca Corsiniana, ma anche in relazione al tessuto urbano di via della Lungara e a quello naturalistico e paesaggistico»
ROMA - Gallerie Corsini e Barberini: è bene che restino separate. La decisione del Mibac evita lo smantellamento della collezione alla Lungara
Il Consiglio Superiore dei Beni Culturali ha deciso di mantenere le due gallerie, la Galleria Corsini e la Galleria Barberini, separate, ma entrambe da valorizzare. Il Comitato tecnico scientifico per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico ha formulato un parere che consiglia di mantenere la Galleria Corsini nella sua sede storica, Palazzo Corsini alla Lungara, e di valorizzarla in base agli inventari del 1750, 1771 e 1784. La Galleria Barberini, invece, non sarà più accorpata alle collezioni private e pubbliche, ma sarà valorizzata in base ai suoi propri valori e significato storico.
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