II restauro promesso dal Comune è fermo da 2 anni Intanto la residenza del 700 è lasciata al degrado e pezzi di muro rischiano di cadere sui passanti «Sa, è da tempio che non ci vado. Non mi fa piacere. Non fa mai piacere vedere un luogo lasciato in quello stato». Donna Cecilia, marchesa litta Modignanì, non se la sente nemmeno di dare suggerimenti all'attuale proprietario della residenza e dei 70 mila metri quadri di parco che un tempo furono della sua famiglia. E oggi, del comune di Milano. «Dietro la staccionata c'è di tutto, gatti, topi e pure persone» dice una delle anziane signore sedute sulla panchina. Sbuca, dalle vecchie scuderie di Villa litta Modignani ad Affiori, un gattino grigio. Tra gli sterpi, una finestra diroccata e la. transenna a righe bianche e rosse del N.U.I.R - Nucleo intervento rapido - del comune di Milano. Di fianco, unamasadirifhiti di plastica. Sopra, all'ultimo piano, un grosso pezzo di muratura che, crollando, si è incastrato tra i rovi rampicanti. E lì è rimasto. Sospeso, sulla testa dei passanti. Sulla destra, un cartello: «Nongettare rifiuti. Non è una discarica». E a sinistra, dietro l'angolo,sulla staccionata: «Pericolo di crollo. Vietato l'accesso». Avvisi senza senso. Sarà che il parco della villa era conosciuto come "el giardin di matt", perche dopo la Prima Guerra Mondiale alcuni ospiti dell'Istituto Pao-lo Pini si occuparono della sua manutenzione. Finche nel 1927 l'antica proprietà dei Litta Modignani passò nelle mani del Comune. Così oggi, oltre la staccionata con U cartello di pericolo crollo si trovano disperati, animali e sporcìzia. E dietro quello di «non gettare rifìuti», in via luccioli, cresce una discarica: materassi, lamiere, immondizia. E grossi topi che i residenti hanno visto spostarsi verso l'area de parco dove si trovano i giochi per i bambini. Mentre gli anziani chiacchierano su una panchina accanto ad uno scavo transennato aperto due anni fa. E fermo da allora. Bottiglie di birra abbandonate sui davanzali di pietra. Il bel porticato della facciata sul parco completa -mente imbrattato dall'opera dei graffitari, Le colonne settecentesche incise con strani inviti: «Non bere e guidare ma fuma e vola». , «Sacra alla memoria e alla cultura dei milanesi». Così dice una presentazione turistica di Villa Litta Modignani. Costruita nel 1687 dal Marchese Pietro Paolo Corbella, un secolo dopo la villa fu abbellita da artisti di fama per volere di Donna Teresa Litta Visconti Arese, che l'aveva ereditata. Per raccogliere nelle sue sale, nell'800,, intellettuali come Alessandro Manzonieil pittore Haiez. Poi, nel 1906, Don Giovanni latta Modignani, nonno di Donna Cecilia, la cedette all'ammmistrazione pubblica milanese. Tre piani, due porticati simmetrici, fresi, arabeschi e 70mila metri quadri di giardini all'inglese. «Deve essere il proprietario a provvedere - continua Donna Cecilia - e crearvi spazi utili ai cittadini. Oltre-tutto è una bella struttura, e in una buona posizione. Se non c'è sensibilità, che suggerimenti sì possono dare? Si può scrivere. Come fece mio padre. Ho dì recente trovato due sue lettere, all'allora sindaco di Milano. La prima, per deplorare lo stato in cui la Villa era stata lasciata. Si intervenne, e mio padre tornò a scrivere per complimentarsi con l'amministrazione». Da quattro anni, da quando sono stati chiusi alcuni servizi del Centro Civico di Zona, ospitato nella Villa, il degrado na preso il sopravvento. «Sembra che la Villa non interessi a nessuno» raccontino gli anziani habitué del Parco. «Si lascia persino che qualcuno si porti via le panchine. Qui accanto ce n'erano tre, ne è rimasta una. Non c'è nessun con-' trollo». «Esiste un progetto di riqualificazione, che abbiamo visto su carta due anni fa -spiega il presidente di Zona Fabrizio Hennig-. La Villa è in degrado e le vecchie scuderie a rischio crollo sono un pericolo per i passanti, mentre i cittadini ci chiedono questi spazi e vorremmo realizzarvi un centro per gli anziani. Il Comune ci aveva assicurato che i lavori sarebbero partiti, ma non abbiamo saputo più nulla». Inattesa di una lettera di deplorazione a firma nobiliare. Ad attori, è una grande residenza nobiliare del 700, di tre piani, con due porticati, scuderie e un parco all'inglese di 70mila metri quadri.