Le grandi mostre Un progetto in progress: per tre anni in sei musei IL MEDIOEVO pugliese presentato al pubblico, in una rassegna estesa nel tempo e nello spazio. Parte oggi, alle 18.30 al Museo Civico di Foggia, il primo step del progetto "Arte in Puglia dal Medioevo al Settecento" promosso in sinergia dalla Soprintendenza archivistica e dalla Soprintendenza per i Beni storici artistici BSAE della Puglia, insieme all'Università del Salento, Bari, Foggia, col sostegno dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e la Fondazione Cassa di Risparmio (Fino al 30 aprile. Info: 333.5859893). L'iniziativa, realizzata con budget low cost (110 mila euro, di cui 50 mila regionali, 50 milasponsorizzati da Caripuglia e 10 mila dal Comune di Foggia, più il volontariato di tanti), si pone dunque come un work in progress: rimanda infatti ai tre anni a venire l'esplorazione dei secoli successivi, e "spalma" in sei sedi decentrate sul territorio la presentazione di reperti medievali sculture, dipinti, manoscritti, gioielli - animandola fino a settembre con una serie di incontri e concerti. Al nucleo espositivo principale nel museo di Foggia, introdotto a dicembre da un'"Anteprima" all'Archivio di Stato barese, dall'11 marzo si affiancheranno le aperture al museo Nicolaiano, la Pinacoteca provinciale e il Museo Diocesano a Bari; nel Museo Provinciale a Lecce; e nella ristrutturata Sinagoga a Trani. Una distribuzione in rete che accoglie in gran parte manufatti legati ai singoli luoghi ed è articolata in varie sezioni (curate da Gioia Bertelli per l'Alto medioevo; Pina Belli D'Elia per il Romanico; Marina Falla per la Cultura figurativa di impronta bizantina; Maria Stella Calò per l'Età federiciana e angioina; e Pasquale Cordascio per la Sezione dei libri Manoscritti e dei documenti). Il curatore generale è Francesco Abbate, presidente del "Centro studi della civiltà artistica nell'Italia Meridionale - Giovanni Previtali"; mentre la segreteria organizzativa (nonché la cura della Sezione Musicologica e l'ideazione di quella ebraica) è affidata a Mariapina Mascolo, qui nel ruolo di entusiasta factotum. Un poderoso catalogo edito da De Luca accoglie inoltre diversi contributi, col prezioso corredo fotografico realizzato ad hoc da Beppe Gernone. La mostra fa il punto degli studi condotti su questo capitolo importantissimo dell'arte pugliese negli ultimi quarantacinque anni, da quando, cioè nel lontano '64, fu realizzata la fondamentale ricerca di Michele D'Elia "L'arte in Puglia dal Tardo antico al Rococò". Un lavoro intenso che, sottolinea il soprintendente ai Beni Storici Artistici Fabrizio Vona, in questi anni " ha fatto i conti con una mutazione genetica, il passaggio cioè dall'idea di opera d'arte isolata a quella di bene culturale, in un'ottica sempre più organica a complessiva". La manifestazione vuole però rappresentare "un punto di arrivo e insieme di partenza", spiega Abbate. "Perché - conclude - c'è sempre qualcosa da scoprire e da dire, magari proponendo una lettura delle esperienze secondo nuove angolazioni".