Ultimatum della Corte europea al governo. Matarrese vuole 500 milioni ANCORA due settimane, poi la famiglia Matarrese potrebbe essere ricoperta d'oro. Scadono il prossimo 3 marzo i termini concessi dalla Corte europea dei diritti dell'uomo al governo italiano. Entro quella data lo Stato dovrà trovare un'intesa sul risarcimento con i costruttori di Punta Perotti. Altrimenti a quantificare il danno economico subito dai Matarrese per la confisca dei terreni sui quali sorgeva la "saracinesca di Bari" saranno i giudici di Strasburgo. Al momento sembra essere questa l'ipotesi più probabile. Le parti in causa sarebbero infatti ancora molto distanti dal trovare un accordo. Le società di costruzioni Sud Fondi (Gruppo Matarrese), Iema e Mabar che realizzarono il complesso di palazzi a Sud della città sono disponibili ad abbassare di 70 milioni di euro la richiesta di risarcimento da 571 milioni di euro avanzata all'origine del procedimento. Ma sono assolutamente contrari a scendere al di sotto del mezzo miliardo. Una cifra molto lontana da quella che lo Stato italiano sarebbe disposto a sborsare per riparare alla confisca dei terreni che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato lo scorso anno. Secondo una stima realizzata dai tecnici di Palazzo Chigi, infatti, il terreno dove oggi sorge il parco della legalità di Bari, non vale più di 300 milioni di euro. Cifra che il governo non intende in nessun modo superare. Il Comune di Bari non entra direttamente nella trattativa. Ma è uno spettatore molto interessato. Nei mesi scorsi il sindaco Emiliano, anche a cavallo tra i due mandati, si è dato molto da fare per individuare una possibile "compensazione edilizia" che potesse contemporaneamente andare bene ai costruttori e far risparmiare una montagna di denaro alle casse statali. Anche la stessa Punta Perotti potrebbe andare bene. Nonostante l'abbattimento dell'ecomostro e la realizzazione del parco famoso in tutta Italia come simbolo contro ogni forma di abusivismo architettonico, il Comune non si è mai attivato per modificare la destinazione d'uso dei terreni. A Punta Perotti potrebbero rispuntare i palazzi. Anche se il sindaco Emiliano ha promesso nei mesi scorsi: «Il parco non si tocca». L'altra alternativa, tentata dal sindaco Michele Emiliano è stata quella dello stadio San Nicola e dei terreni adiacenti che il consiglio comunale ha già trasformato da zone agricole a terreni edificabili. A chiudere la porta alle trattative sono stati, però, gli stessi costruttori. Su questo punto i Matarrese sono stati chiari sia con il Governo italiano che con Palazzo di città: in nessun caso accetteranno ricompense che non siano sotto forma di denaro sonante. Il danno economico riconosciuto dai giudici di Strasburgo, dovrebbe essere riparato solo attraverso un enorme esborso di denaro pubblico. A tradire l'enorme attesa per il 3 marzo è stato lo stesso presidente del Bari, Vincenzo Matarrese. Parlando del futuro potenziamento della squadra con il suo allenatore, con tutta evidenza, il patron dei biancorossi si sarà fatto sfuggire qualcosa. Infatti è stato lo stesso tecnico del Bari, Giampiero Ventura, ad annunciare due giorni fa in conferenza stampa: "In un colloquio con il presidente ho constatato la sua determinazione. Tra venti giorni mi ha detto di aspettare una risposta importante che potrebbe cambiare le cose". Agli ultrà del Bari non resta che fare il tifo per i giudici di Strasburgo.
PUGLIA - Punta Perotti, si decide entro il 3 marzo. Ultimatum della Corte europea al governo. Matarrese vuole 500 milioni
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha fissato un termine di due settimane al governo italiano per trovare un'intesa con i costruttori di Punta Perotti per il risarcimento dei danni subiti dalla famiglia Matarrese per la confisca dei terreni. I costruttori richiedono 500 milioni di euro, ma il governo italiano non intende superare i 300 milioni di euro. La famiglia Matarrese, proprietari dei terreni, vuole 500 milioni di euro. I costruttori hanno già abbassato la richiesta di 70 milioni di euro, ma sono contrari a scendere al di sotto del mezzo miliardo.
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