L'antropologo Bressan: «Se mandano via i cinesi, il ghetto si sposta» L'impasse economica, i problemi del tessile, una città da ripensare interamente, dentro e fuori. Dove stiamo andando? Massimo Bressan, presidente di Iris Ricerche, prova a fare il punto della situazione dalla sua ottica privilegiata di ricercatore e antropologo. Contraddizioni. Da una parte l'intenzione di promuovere i valori espressi dal territorio in termini di risorse culturali e ambientali, dall'altra la questione cinese. «E' una contraddizione pura e semplice. Da una parte si cerca di integrare le imprese pratesi e cinesi, dall'altra si spettacolarizzano i rastrellamenti. C'è il rischio che il messaggio venga frainteso e che la comunità cinese si senta minacciata, e questo solo per ottenere un "rinforzino" che alla fine deprime in primis le aspettative delle forze dell'ordine. L'illegalità economica è una costante, a Prato come nel resto del mondo - spiega Bressan - I distretti industriali sono nati proprio così: il Governo, nel dopoguerra, tollerava una certa libertà negli scambi economici e di lavoro ricevendone in cambio occupazione e sviluppo. Ha ragione il presidente della Camera di commercio quando dice che il distretto parallelo non esiste, le componenti del distretto sono tutte integrate. Il problema semmai è che la direzione dello sviluppo non è ancora quella che vorremmo, e cioè quella delle aggregazioni d'impresa, imprese più grandi che completino tutta la filiera». La città. Ma c'è anche un altro problema, particolarmente caro al Bressan antropologo: quello del Macrolotto zero e dei rischi che starebbe correndo. Il fenomeno, in inglese, si chiama gentrification. «Il Macrolotto zero è sempre stato un quartiere popolare e se si tornasse indietro di trent'anni invece dei cinesi ci troveremmo i meridionali. Il problema naturalmente non è questo, il problema è che si tratta di un esempio di divisione sociale che può durare a lungo se non s'interviene con precise politiche urbanistiche e residenziali. Occorre soprattutto che gli interessi privati ne stiano lontani, essendo una zona appetibile dal punto di vista immobiliare. Prato arriva ad affrontare questo problema dopo Londra, Chicago e tantissime altre città moderne. Si chiama gentrification: quando cioè si cerca di espellere da un quartiere la comunità d'immigrati e si continua poi con interventi di speculazione edilizia che allontanano i vecchi residenti. La componente sociale del quartiere cambia e il "ghetto" si sposta in un'altra zona. Per risolvere una situazione del genere servono operazioni urbanistiche pianificate e votate al sociale: piazze, giardini, marciapiedi». Centro e sviluppo. Un altro pericolo lo si desume dall'ultimo rapporto Irpet sul territorio. La Toscana è in cima alla classifica delle regioni con valori di Pil pro capite più alti e un consumo di suolo relativamente basso. Ma l'area metropolitana, dov'è Prato, mostra i segnali anche di una forte peri-urbanizzazione: la perdita del centro. «Questa caratteristica la si comprende meglio se si considera che Prato emerge come l'area più esposta ai processi edificatori - spiega Bressan - L'idea del rapporto Irpet è che le città di medie dimensioni possono rivestire ruoli importanti se si specializzano in poche funzioni d'eccellenza. E' questa la grande sfida di Prato e i punti da cui partire non sono sconfortanti: siamo stati i primi a mettere in piedi una struttura come il Pin, abbiamo il Creaf, la Monash University, buone istituzioni economiche, culturali e anche infrastrutture. Prato ha cambiato pelle molte volte e deve rifarlo adesso - conclude Bressan - La città degli stracci è diventata il distretto industriale, cioè un modello studiato in tutto il mondo. Oggi dovremmo lavorare per diventare un esempio di integrazione sociale e di produzione culturale, di integrazione tra industria e servizi avanzati come la ricerca. Dovremmo diventare un modello di sostenibilità e di trasformazione urbana».
PRATO. Rischio speculazione sul Macrolotto zero
Massimo Bressan, presidente di Iris Ricerche, analizza la situazione di Prato, una città con un distretto industriale cinese e problemi di gentrificazione. Bressan sostiene che la città dovrebbe integrare le imprese pratesi e cinesi, ma rischia di essere fraintesa se si spettacolarizzano i rastrellamenti. Il problema della gentrificazione è particolarmente caro a Bressan, che teme che il Macrolotto zero possa diventare un esempio di divisione sociale. Bressan propone operazioni urbanistiche pianificate e votate al sociale per risolvere la situazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo