MILANO - Tre conti bancari passati al setaccio, l'ex segretaria personale del consigliere Milko Pennisi ascoltata per due ore, e la prosecuzione dell'analisi del materiale informatico sequestrato. Il quinto giorno di indagini sul nuovo scandalo milanese che ha scosso Palazzo Marino, si è consumato alla ricerca di ulteriori elementi per chiarire quanto è stato ampio il ruolo di Pennisi nelle richieste illecite pretese a quei cittadini che si trovavano ingiustamente a combattere per il rilascio di un via libera a una pratica edilizia. I conti bancari acquisiti all'inchiesta, saranno ora confrontati con il reddito dichiarato dall'ex consigliere del PdL, finito a San Vittore giovedì sera, dopo aver incassato 5 mila euro di tangenti dall'imprenditore Mario Basso. La professione di Pennisi, fino a giovedì sera, è rimasta legata a doppio filo alla carriera politica. I 45 milioni di lire dichiarati nel '99, sono saliti ai 90 mila euro del 2006, ultimo 740 reso pubblico dai vertici comunali. Nessun immobile, solo uno scooter Burgman 150è l'unico bene dichiarato da Pennisi, che con la carica all'interno del Cda della Fondazione Stelline, in sette anni, ha visto lievitare in maniera consistente il suo stipendio. Compatibile con il suo tenore di vita? È quello che stanno appurando le indagini. Il denaro rinvenuto nell'ufficio e nella abitazione di Pennisi, non ha destato per il momento alcun sospetto. Ieri è stata ascoltata come testimone, Sonia Q., per tre anni, fino al marzo scorso, assistente di Pennisi a Palazzo Marino. A lei è stato chiesto nei dettagli di spiegare la frequenza di versamenti bancari effettuati per conto del politico, i suoi contatti, il ruolo svolto dal suo ex «principale» alla presidenza della delicata Commissione dell'Urbanistica. Sul fronte investigativo, infine, fino ad adesso è caduto nel vuoto l'appello della procura a quegli imprenditori che potevano fornire elementi nuovi sul ruolo di Pennisi alla Commissione comunale. A oggi, infatti, nessuno aveva risposto alla richiesta della procura. Intanto, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha ufficializzato la sostituzione alla presidenza della Commissione Urbanistica del consigliere comunale indagato con Carmelo Gambitta, esponente del Pdl, con un passato nella Dc. «Una persona che ha sempre mostrato molto equilibrio e grande capacità di mediazione e di dialogo», così è stato presentato Gambitta dalla Moratti.