L'architetto Paolo Pinarelli, ex dirigente del Comune di Barberino di Mugello, coinvolto nell'inchiesta sui lavori pubblici in Mugello dalla procura di Firenze, ribatte con una lettera aperta alle accuse che gli sono state mosse. «Nessun elemento, tra quelli resi noti in merito all'indagine avviata dalla procura di Firenze spiega evidenzia possibili vantaggi personali ottenuti dal sottoscritto. Quanto ad aver "assecondato" le scelte dell'amministrazione, predisponendo gli atti in base ai quali sono poi state approvate varianti e altri provvedimenti urbanistici, ritengo che ciò faccia parte del dovere di un tecnico, cui spetta attuare le legittime scelte di chi è stato eletto per rappresentare i cittadini». Pinarelli, che da poche settimane è stato assunto dal Comune di Borgo San Lorenzo (scatenando le critiche dell'opposizione al sindaco Giovanni Bettarini), ribatte punto per punto alle accuse. «Il regolamento urbanistico di Barberino scrive nella lettera è stato selezionato, per i suoi contenuti tecnici, dalla Regione Toscana tra i casi di eccellenza». Sull'incarico ad personam che gli è stato conferito dall'allora sindaco di Barberino, Gian Piero Luchi, spiega che si tratta di una procedura prevista dalla legge e che non costituisce un'eccezione. Infine smentisce la presunta agevolazione alla costruzione dell'Outlet, parlando di «un iter particolarmente lungo e condiviso da Regione, Provincia, Comunità Montana, Soprintendenza, Asl, Arpat». (G.G.)