Oltre cinquecento interventi realizzati nelle sette aree tematiche individuate e ancora molto lavoro da fare. «Perché vogliamo dare il senso di un percorso che continua», spiega Gianfranco Viesti, che da assessore regionale al Sud e al Diritto allo Studio ha ereditato e proseguito il lavoro avviato dal predecessore Lomelo nel settore dei Beni Culturali. E' proprio una mappa degli interventi realizzati in questi anni - affiancata dalle linee guida per la programmazione futura - che lo stesso Viesti intende tracciare attraverso il convegno che si terrà giovedì prossimo alla Cittadella della Cultura, con dirigenti e vertici dell'amministrazione regionale pugliese chiamati a discuterne insieme a tanti fra i cosiddetti beneficiari degli interventi effettuati, fra direttori di musei, archivi, biblioteche. «Daremo conto ai cittadini di come sono stati usati i loro soldi, non parlando solo di numeri e liste di interventi, ma attraverso fotografie che raccontano cosa è cambiato in questa regione, in questi cinque anni», ha quindi spiegato Viesti nel corso della conferenza stampa di ieri. E quando parla di soldi si riferisce a quei 440 milioni di euro che rappresentano l'investimento complessivo effettuato in questi anni nei beni culturali, con 200 milioni impegnati e spesi a valere sui fondi comunitari e i restanti 250 milioni sugli Accordi di programma quadro nazionali. Il tutto stanziato secondo due differenti logiche di intervento, come spiega in conferenza stampa Francesco Palumbo, direttore dell'area Politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti della Regione: da un lato per la valorizzazione di itinerari turistico-culturali organizzati per temi (dal barocco pugliese agli habitat rupestri, dal Sud Salento al Gargano) e dall'altro lato per sistemi organizzati per funzioni specifiche - e qui parliamo di musei, archivi, biblioteche, cattedrali e così via. Il tutto per arrivare a percentuali «di patrimonio recuperato che ci pongono all'avanguardia fra le regioni dell'ex Obiettivo 1». Dell'immensa mole di lavoro portata a termine sarà dato conto anche attraverso immagini. Oltre al convegno, infatti, l'assessorato al Sud - insieme all'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione (Arti) - organizza infatti anche una mostra, allestita in contemporanea nelle sei province pugliesi, che darà atto del progetto di «Valorizzazione dei beni culturali, artistici e architettonici in Puglia». Una selezione di fotografie illustrerà i tanti interventi effettuati nei sette «sistemi»: archivi (e documenti) restaurati - a cominciare da quello della basilica di San Nicola a Bari - e in parte digitalizzati; siti archeologici recuperati e resi fruibili, da Faragola a Manduria a Cavallino; biblioteche in rete (con il progetto pilota Aracne avviato nella provincia di Foggia); cattedrali restaurate (c'è il magnifico esempio del mosaico pavimentale di Otranto, ma anche la chiesa madre di Galatina è tornata a vivere in questi anni). E poi complessi monumentali (castelli, conventi, cripte), musei e teatri. Petruzzelli in prima fila, certo, per il grande impatto emotivo che la sua storia ha esercitato in questi anni sui pugliesi, ma ci sono anche il Verdi di Brindisi - restituito alla città - e il teatro storico di Canosa, «che fra non molto aprirà i battenti», annuncia Palumbo. Per poi finire in rete insieme agli altri trentuno, grazie all'Accordo di programma quadro già siglato con il Governo e realizzato in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e con il Politecnico di Bari.