Spinazzola. Il ritiro dall'approvazione nell'ultimo consiglio Comunale, per disaccordo nella stessa maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Carlo Scelzi, di un mega impianto fotovolitaico da 10MW da ubicare in contrada Podice , 400 specchi inseguitori su un terreno in parte irriguo di oltre 60 ettari, altro non è che l'ennesima conferma delle tante perplessità che ruotano intorno al grande busines che si è scatenato, anche sul versante murgiano, a Spinazzola nel suo particolare, per gli insediamenti industriali legati all'energie prodotte da fonti rinnovabili. Eolico, fotovoltaico e impianti alimentati da biomasse. A rendere disponibile il territorio ci si è messa la crisi del sistema agricolo. A Spinazzola, come affermato dallo stesso vice sindaco Sebastiano Fiore, con delega al settore, sono oltre duecento i progetti di impianti fotovoltaici presentati che si aggiungono alla richiesta di centinaia di torri eoliche. Una selva di pali distruttiva del paesaggio racchiusi in faldoni che hanno subissato per il loro iter di approvazione lo stesso ufficio tecnico comunale. Cosa sta succedendo su questo tratto di paese e cosa richiama tanta invasione, interesse degli industriali delle energie rinnovabili? L'investimento per ogni impianto realizzato è di milioni di euro. Al proprietario del terreno vanno le briciole per la servit concessa, in alcuni casi una manciata di royalty per il Comune e sotto la ricaduta occupazionale poco o nulla. Eppure c'è chi si ostina a sostenere che questo è il progresso ed il futuro: «un'occasione da non perdere». Tra le voci «contro» anche quella del direttore regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Puglia, arch. Ruggiero Martines, il quale oltre a definire incompatibili gli impianti fotovoltaici nelle aree a coltivo tipiche della Regione ha sottolineato: «una nuova disarmonia, fatta da interventi a macchia di leopardo stanno segnando il territorio, si sta contrapponendo alla originaria armonia del paesaggio pugliese. Lo stesso paesaggio che contraddistingue la Puglia, per il suo essere ancora incontaminato, rispetto anche alle regioni limitrofe. Un paesaggio, quello pugliese che assieme alle forti valenze storico-architettoniche ed archeologiche, costituisce una indiscussa attrattiva. Giova in ogni caso ribadire che gli interventi di impianti eolici e fotovoitaici in Puglia, se da un lato producono energie rinnovabii, stanno producendo un grave detrimento ad un bene che rinnovabile non è: il paesaggio».
PUGLIA - Dopo l'eolico il fotovoltaico polemiche su megaimpianto
Il comune di Spinazzola ha respinto l'approvazione di un impianto fotovoltaico da 10MW, a causa di disaccordi nella maggioranza centrosinistra. Questo impianto, che avrebbe richiesto 400 specchi e un terreno di oltre 60 ettari, è solo uno degli innumerevoli progetti di impianti fotovoltaici e eoliche presentati al comune. La crisi del sistema agricolo a Spinazzola ha reso disponibile il territorio per questi progetti, che hanno generato milioni di euro di investimenti. Tuttavia, il direttore regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Puglia, arch.
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