MILANO - L'Accademia di Brera traslocherà alla Bovisa, lo storico quartiere ex operaio alla periferia di Milano, dipinto da Sironi e raccontato da Testori, dove già si sono insediate alcune facoltà del Politecnico e dove dovrebbe sorgere, nei vecchi gasometri, il Museo del Presente. La nuova sede dell'Accademia, un palazzo di 18 mila metri quadrati costruito dalla società Andumnor, sarà pronta entro due anni. Un milione e 800 mila euro l'affitto annuo, che sarà pagato dal ministero dell'università. L'Accademia (4000 studenti) trasferirà alla Bovina la maggior parte dei corsi, conservando nello storico palazzo di via Brera gli insegnamenti di pittura e scultura. Il piano di espansione prevede anche l'occupazione del vicino palazzo Citterio, che non ospiterà più, come previsto da un vecchio progetto, la nuova ala della Pinacoteca, bensì i master e la collezione di quadri, disegni, sculture e gessi dell'Accademia. La Pinacoteca potrà a sua volta espandersi nei locali del palazzo di via Brera lasciati liberi dall'Accademia. Sembra cosi risolta, dopo decenni di inconcludenti dibattiti e progetti abortiti, la difficile e spesso litigiosa coabitazione di Accademia e Pinacoteca, entrambe legate al palazzo di via Brera e penalizzate dalla mancanza di spazio. La doppia Grande Brera, frutto di un accordo tra i ministeri dell'università e della cultura, verrà presentata domani da Moratti e Urbani.