Inaugura domani il capannone di cinquemila metri quadrati allinterno dello spazio di Testaccio. Con una festa danzante Uno spazio di frontiera votato alla scoperta delle nuove tendenze artistiche contemporanee. Una factory creativa di cinquemila metri quadrati di pura luce, cristalli, sampietrini, parquet, tecnologie multimediali e suggestioni del passato, come la vasca per la macellazione in cui Sergio Leone girò una scena di "Cera una volta in America". Nellex Mattatoio del Testaccio, la cittadella delle Arti si arricchisce della Pelanda, un padiglione espositivo di 35 mila metri cubi che verrà inaugurato domani e, a pochi metri dal Macro Future, sarà centro di produzione culturale, teatrale e artistica. Dopo tre anni di lavori e un cantiere costato circa 13 milioni di euro, alle 21.30 il sindaco Gianni Alemanno e il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro taglieranno il nastro della nuova Pelanda, formato da unampia galleria di oltre mille quadrati e collegata al secondo padiglione da un corridoio (che potrebbe essere usato per le sfilate) con le antiche vasche della macellazione. Nelledificio accanto, quattro delle cisterne che contenevano lacqua che alimentava la catena di montaggio meccanizzata per la lavorazione della carne, sono state trasformate in mini-atelier e spazi espositivi circolari. Nelle intenzioni originarie della giunta Veltroni, La Pelanda doveva essere uno spazio dedicato alle produzioni giovanili, con sale di registrazioni, un foyer di cristallo per le performance artistiche e le quinte di un teatro. «Un bel progetto, ma troppo ambizioso - ha spiegato lassessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi durante il sopralluogo al cantiere ormai ultimato - mantenere un centro del genere sarebbe economicamente impossibile per il Comune, anche perché abbiamo stimato che la gestione del Macro di via Reggio Emilia, del Macro Future e della Pelanda avrà un passivo di circa nove milioni di euro. Inoltre - ha proseguito Croppi - oggi Roma ha fame di spazi espositivi e quindi utilizzeremo La Pelanda per rassegne, convegni, performance e, magari in futuro, come laboratorio e atelier per giovani artisti». Ad accogliere le manifestazioni (La Pelanda è stata scelta come nuova location, dal 14 al 16 maggio, della fiera Roma-The Road to Contemporary Art e ospiterà anche alcuni eventi del Romaeuropa Festival), uno spazio aperto e modulare, interamente attraversabile dal pubblico e costituito da unarchitettura fatta di ampie sale di cristalli e parquet. La gestione, almeno per il primo anno di attività, sarà affidata alla nascente Fondazione Macro e, annuncia lassessore Croppi «di fronte alla Pelanda verrà realizzato un ristorante e nellultimo padiglione dellex Mattatoio sorgerà probabilmente una palestra». Qualche metro più un là poi, ci sono la nascente facoltà di Architettura di Roma Tre e lo spazio dellAccademia delle Belle Arti. Traslocherà altrove, invece, il mercato a chilometro zero della Coldiretti. Per festeggiare lapertura della Pelanda, domani il padiglione sarà accessibile ai visitatori per tutta la giornata e alle 21.30 ci sarà il taglio ufficiale del nastro, seguita poi dalla video performance "Interviste impossibili ai grandi mecenati" (regia di Fariba Ferdosi) e a, seguire, dj set di Raffaele Costantino.