Il giudice convalida larresto. Il paparazzo Pensa indagato per estorsione "Siete ladri e mafiosi" allontanato dal Consiglio Staiti di Cuddia Il fotografo avrebbe preteso 20mila euro per ritirare il video con il passaggio della mazzetta MILANO - «Liniziativa che ha coinvolto Pennisi è un fatto estremamente grave, che tradisce il mandato dei cittadini, conferito a questa assemblea per lavorare nellinteresse della collettività». Sono parole di condanna quelle che ha scelto il sindaco Letizia Moratti per aprire il suo intervento in Consiglio comunale sul caso dellex presidente della commissione Urbanistica arrestato giovedì scorso per avere intascato una tangente di 10mila euro. Un politico che ricopriva «una posizione strategica in seno al Consiglio» e che ha agito con «persistente furbizia», stretto tra «debolezza e fascinazione di potere», lo ha definito il gip Simone Luerti nellordinanza con cui ha convalidato il suo arresto. Milko Pennisi rimane nel carcere di San Vittore e non è più consigliere. Il suo nome, ieri, non è stato neppure letto al momento dellappello: sospeso a tempo record. Cancellato, per la soddisfazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa, presente a Palazzo Marino fra il pubblico. Quella mazzetta ha fatto evocare linizio di una nuova Tangentopoli. «Spero di no», ha commentato il leader della Lega Umberto Bossi. Che ha definito Pennisi «anche un pirla perché si è fatto portare i soldi davanti al Comune e questo mi sembra una cosa esagerata». Sulla questione urbanistica, però, il sindaco ha annunciato lavvio di un audit interno su tutte le procedure di edilizia privata avviate in Comune e allesame della commissione Urbanistica guidata da Pennisi. Nel suo discorso, Letizia Moratti ha citato anche il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi: «Pochi giorni fa ha sottolineato la necessità della politica di avere, non tanto facce nuove, quanto facce serie. Unanalisi che condivido». Il passaggio ha suscitato mormorii di disapprovazione da parte del centrosinistra. Ma la contestazione più plateale è giunta, poco dopo che il sindaco aveva iniziato a parlare, da Tommaso Staiti di Cuddia. Lex parlamentare missino ha inveito dai banchi della stampa, prima di essere portato fuori dai commessi: «Siete una banda di ladri e mafiosi, a cominciare dal vostro capo. Pennisi rubava poco, voi molto di più». Intanto, in uno stralcio dellinchiesta è indagato per tentata estorsione anche il fotografo Fabrizio "Bicio" Pensa, ex collaboratore di Fabrizio Corona: avrebbe preteso 20mila euro da Mario Basso, limprenditore che ha accusato Pennisi. Secondo laccusa avrebbe fornito il materiale a Basso per filmare lo scambio della prima tranche della mazzetta, poi gli chiese soldi per non mettere il video in circolazione.