La Regione presenta il bilancio degli interventi fatti e i prossimi cantieri dei beni culturali Non soltanto il recupero. «Ora è il tempo di valorizzare i beni culturali pugliesi». A dettare lagenda della nuova stagione è Gianfranco Viesti, assessore regionale al Sud, che presenterà una serie di iniziative giovedì alla Cittadella della cultura. Sono previste sei grandi mostre fotografiche, al via da giovedì e in corso fino al 4 marzo, in tutte le province. Inoltre sono previsti nuovi interventi di restauro, per oltre cinquanta milioni di euro. Tra i recuperi più significativi cè il restauro del Piccinni e quello del millenario mosaico della cattedrale di Otranto. Lassessore Viesti ha presentato il bilancio della Regione e il programma dei prossimi investimenti: un impegno da cinquanta milioni di euro "La scommessa che verrà è questa: è tempo di imparare a gestire al meglio i beni culturali" ANTONIO DI GIACOMO Recuperare non basta. È la parola dordine e, soprattutto, il presupposto per la strategia nuova messa in campo in tema di politiche per i beni culturali dalla Regione Puglia. A rivendicarla è Gianfranco Viesti, assessore regionale al Sud, nel presentare il convegno "Una nuova stagione per i beni culturali in Puglia: interventi e risultati", in agenda giovedì alla Cittadella della cultura di Bari su iniziativa della Regione con lArti. «Si deve passare da unazione prevalentemente di recupero - dice Viesti - a una di valorizzazione, perché le due cose vanno una dietro laltra evidentemente. Operare solo il restauro di un bene senza preoccuparsi di sostenerne la fruizione significa fermarsi a metà dellopera e rischiare che gli investimenti vengano sprecati». Sullo sfondo ci sono gli oltre 500 interventi di recupero dei beni culturali effettuati negli ultimi anni e destinati a essere documentati attraverso 6 mostre fotografiche, al via da giovedì e in corso fino al 4 marzo: a Bari alla biblioteca nazionale, a Barletta al teatro Curci, a Brindisi a palazzo Nervegna, a Foggia alla biblioteca provinciale, a Lecce a palazzo Palmieri Guarini e infine a Taranto, negli spazi della biblioteca comunale. E qui si passerà dal restauro e la conservazione dei documenti in carta e in pergamena della basilica di san Nicola a Bari al recupero dellex sinagoga di Trani. Oltre il bilancio di quanto è stato finora fatto, è di tutto interesse poi il quadro dei nuovi interventi, finanziati dalla Regione per buona parte attraverso il piano per le aree vaste. La posta in gioco è di oltre 50 milioni di euro e, tra i recuperi più significativi, spicca il restauro del Piccinni e quello del millenario mosaico della cattedrale di Otranto annuncia Viesti. Per non parlare dei completamenti, dal teatro storico di Corato, dove i lavori serano fermati perché sotto la platea erano stati rinvenuti dei resti archeologici, fino al Marta, il museo archeologico di Taranto, il cui completamento porterà allampliamento degli spazi espositivi con un piano in più a disposizione per i preziosi reperti della Magna Grecia. E senza scordare, infine, latteso restauro del mosaico della cattedrale di Otranto o gli interventi per la musealizzazione virtuale delluomo di Altamura come di Grotta Paglicci, a Rignano Garganico, e il museo del sale a Margherita di Savoia. Tutti cantieri, precisa Viesti, destinati a partire entro la fine di maggio, pena la sospensione dellerogazione dei finanziamenti secondo un preciso vincolo nella delibera di giunta sulle aree vaste. «Ma la sfida che ci attende oggi - insiste lassessore - è redigere buoni progetti, laddove necessario, per la gestione dei beni culturali fin qui recuperati. Il che, forse, è anche più difficile visto che qui servono capacità manageriali. Lobiettivo è mettere a valore gli interventi effettuati, mentre il secondo grande passaggio è il salto dagli interventi localizzati a quelli in rete, un aspetto questultimo che sinserisce nella prospettiva della valorizzazione territoriale. La scommessa per la Puglia che verrà è questa, in estrema sintesi: gli interventi fisici sono stati effettuati, ora è tempo di imparare a gestire al meglio i beni culturali fin qui recuperati». Nello scenario disegnato da Viesti sinseriscono così gli interventi, effettuati e in via di ultimazione, per la messa in rete del patrimonio delle biblioteche e di quello dei musei. Il tutto in una più ampia prospettiva di messa a sistema omogenea delle risorse diffuse sul territorio. Non per caso, in effetti, lapproccio al recupero e alla gestione dei beni culturali si è sviluppato attraverso sette aree dintervento: gli archivi, le aree archeologiche, le biblioteche, le cattedrali, i complessi monumentali, i musei e i teatri.