Nel corso della tavola rotonda che si è tenuta la settimana scorsa nel Salone degli Affreschi dellAteneo barese con la partecipazione di numerosi amministratori locali, si è cercato di fare il punto sui nuovi scavi che si intende avviare nellarea archeologica di San Pietro e sullesigenza di disporre di un nuovo Museo Archeologico in cui raccogliere i materiali antichi di proprietà della Provincia come quelli di acquisizione più recente. Durante la manifestazione, organizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, è stata avanzata, sostanzialmente, la seguente domanda. Di quali scavi a San Pietro e di quale progetto per il nuovo Museo Archeologico della città si sta parlando? Queste le risposte: degli scavi avrà la direzione lUniversità, la quale utilizzerà fondi della Provincia; del progetto del nuovo museo si starebbe occupando il Direttore regionale dei beni culturali Arch. Ruggero Martines; la sede sarà esclusivamente quella del monastero di Santa Scolastica; non essendo per legge gli altri reperti archeologici di Bari di competenza provinciale e data lesiguità degli spazi disponibili, a Santa Scolastica saranno esposte esclusivamente le collezioni provinciali; tuttavia si troverà il modo per realizzare nei locali dello stesso monastero unesposizione darte moderna e contemporanea; bisognerà fare in fretta per non perdere i finanziamenti. Lo scenario si è riconfermato, dunque, confuso se non proprio fosco. È noto, infatti, che gli scavi di San Pietro sono stati finora condotti con grande efficacia dalla Soprintendenza. Quali sono allora le ragioni dellArch. Martines per cui la direzione dello scavo passerebbe allUniversità? E quali archeologi dellUniversità avrebbero maturato ad oggi sufficiente esperienza di scavo dellarea di San Pietro per essere scelti ad assumerne la direzione? Pur dirigendo la suddetta Scuola di Specializzazione, confesso di non conoscerne. Ritengo in ogni caso meritorio che lUniversità sia chiamata a condividere lo scavo con la Soprintendenza, anche se inopportuno che lo diriga. Per quanto concerne il futuro museo, lAssessore Provinciale Altieri ha cercato di esprimere al meglio la decisione della Provincia di trasformare Santa Scolastica in una location capace di soddisfare soprattutto la presunta vocazione turistica di Bari, con unesposizione museale che sia gradita ai crocieristi di passaggio per Bari, i quali vi sosterebbero ammirando i nostri begli oggetti e magari sorseggiando un caffè. LArch. Martines dice però che il progetto del museo non cè ancora e invita in maniera informale, dal palco, gli archeologi presenti dellUniversità a formularlo. La Provincia intanto contraddice: il progetto è in fase di elaborazione, ed è lo stesso Arch. Martines ad occuparsene. Ma la Soprintendenza mostra di non saperne niente, anche se saperne sarebbe doveroso. Gli archeologi, e ovviamente non solo loro, fanno notare che la realizzazione di un qualsiasi museo al passo con gli attuali criteri museografici, non può nascere che da un rigoroso progetto scient ifico, frutto di una stretta sinergia di diverse, specifiche esperienze professionali. Dal canto suo, lAssessore Regionale Viesti avverte saggiamente che la Regione è sempre disponibile al cofinanziamento del progetto, purché esso sia tale da rientrare nel piano organico regionale, e aggiunge che per non perdere i fondi bisognerebbe fare molto presto. Quindi lArch. Martines dovrebbe stringere i tempi nel presentare il suo lavoro. I risultati prefigurabili da tali premesse sono facilmente immaginabili. Sembra che limportante sia che Bari abbia al più presto un mezzo Museo Archeologico. E se gli archeologi dissentono, pazienza. Se non svolge un effettivo ruolo culturale, pazienza. LArch. Martines ha dichiarato che prima si provvederà a sistemare le collezioni provinciali a Santa Scolastica insieme ad oggetti darte moderna e contemporanea, poi si progetterà un nuovo contenitore museale sospeso sullarea di scavo di San Pietro. Quando e con quali fondi non si sa. Delineare subito un piano programmatico prima di spendere ingenti somme di denaro pubblico? Ovvero avviare con serietà un effettivo progetto culturale e turistico intorno allesigenza internazionale di un polo museale degno di una città come Bari? Non è il caso di parlarne ora, bisogna allestire Santa Scolastica al più presto e come si può. E temiamo che gestire laffaire spetterà a emiri di turno e agli entourage loro più familiari, amministrando i fondi provinciali, regionali e forse comunali che ci sono. Per il resto, domani si vedrà.