La casa fuorilegge che domani dovrà essere rasa al suolo per ordine della Procura di Napoli si trova in zona soggetta a vincolo, in via Baiola a Forio, il comune isolano forse più suggestivo ma più deturpato dalle costruzioni abusive. Centinaia di manufatti a scatola, di ogni dimensione, che hanno mangiato chilometri di terreno e panorama per diventare negli anni abitazioni e alberghi grazie ad abili escamotage e difese legali volpine. Nel vento che è cambiato c'è chi non è riuscito a mimetizzarsi nelle grandi sanatorie di fatto. E ora tocca a una villetta di 120 metri quadrati sparire dal panorama edilizio, di proprietà di Francesco L. Il proprietario nel 2005 patteggiò la pena. Restava la pena accessoria della sentenza: la demolizione dell'immobile, ora messa in esecuzione. Ma forse questa mattina le ruspe resteranno inerti: pare che Francesco L., per evitare la demolizione in danno - per il quale il Comune di Forio ha già chiesto un finanziamento di ben 58mila euro - abbia inoltrato istanza in Procura per l'autoabbattimento. «Così forse eviteremo l'ennesima scena forte di una famiglia con bambino e donna peraltro in stato di gravidanza, messa fuori con la forza», dice Franco Regine, sindaco di Forio, assillato da mille grattacapi da quando il clima di semitolleranza verso il cemento è cambiato. Intanto non si è ancora spento l'eco delle minacce anonime giunte a Regine venerdì dal fronte antiabbattimenti, che davanti alle minaccia concreta delle ruspe se la prende con tutti. Regine, che è stato da poco interrogato dal pm Maria Laura Morra perchè indagato di favoreggiamento con tutti i sindaci e i titolari degli uffici tecnici dei comuni isolani per la mancata applicazione dei procedimenti di abbattimento degli edifici abusivi, dice di aver trascorso dopo le minacce «una domenica tranquilla», ma di essere preoccupato per quello che chiama un «guazzabuglio istituzionale» in materia urbanistica. «Ho firmato decine di abbattimenti - dice - continuiamo a sequestrare mentre il Tar sforna sospensive all'impazzata e la Procura va avanti con il pugno duro. Intanto le casse dei Comuni isolani rischiano di collassare per le spese degli abbattimenti. Così è deficit». Intanto Regine fa sapere che il Comune di Forio, per primo da settembre scorso ha stretto una convenzione con una società che si occupa di rilievi ortofotogrammetrici dall'alto. «Ogni mese avremo i rilievi tridimensionali di tutto il territorio, ora non sarà più possibile mimetizzare alcun abuso», conclude Regine, che spiega che loro, i sindaci, sono l'anello debole della catena, tanto che tutti e sei i primi cittadini isolani si sono affidati a un legale romano per tutelare la loro immagine «nei confronti di chi ci fa apparire come i responsabili della situazione». Si avverte una certa polemica verso la Procura di Napoli, che avrebbe stilato una lunga serie di abbattimenti sull'isola. «Noi siamo soggetti solo alla legge - spiega lapidario il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, capo della sezione urbanistica della Procura - e facciamo in modo che le sentenze esecutive siano rispettate. E mentre a Forio d'Ischia due strutture alberghiere abusive sono state bloccate dai sigilli e piantonate per ordine dei pm - intestate a una coppia già condannata per abusivismo quattro e cinque volte - sul caso abbattimenti in Procura si pensa a una conferenza stampa, per fugare ogni equivoco che intralci la serenità dell'azione della magistratura.