Abitanti in fuga da San Fratello, nel Messinese. A ottobre la tragedia di Giampilieri MESSINA - La pioggia che da due giorni flagella Sicilia e Calabria provoca frane su frane. Nell'Isola, a San Fratello, alle pendici dei Nebrodi, un fronte di terra e pietre esteso per due chilometri si è abbattuto su una porzione del paese e 1500 persone, un terzo degli abitanti, sono state fatte evacuare a scopo precauzionale. La frana minaccia la chiesa madreei fedeli si sono dati da fare per mettere in salvo la statua di San Nicola e il crocifisso. Molti si sono allontanati spontaneamente e San Fratello appare ora un paese fantasma. «La situazione è allarmante», spiega il responsabile della Protezione Civile provinciale Bruno Manfrè che coordina le operazioni di soccorso. In Municipio è stato organizzato un centro di pronto intervento. Il sindaco ha chiamato a raccolta le associazioni di volontariato e fatto arrivare in paese diverse ambulanze. Un'intera stecca di case di recente costruzione sotto la collina che sovrasta il paese rischia di essere travolta dallo smottamento. «Stiamo vivendo un dramma - dice il sindaco Salvatore Sidoti Pinto - Stiamo vedendo il paese sparire, la frana ha coinvolto tutto il versante nord-est di San Fratello, coinvolgendo la parte relativamente più nuova, comprese le scuole elementari e medie. Vigiliamo su quel accade ma è impossibile fare qualcosa». Oltre lo Stretto, a Pizzo Calabro, nel vibonese, un'altra frana ha investito la litoranea che collega il paese con Vibo Marina, bloccando la ex statale 522. Interrotta per buona parte della giornata la linea ferrata, ripristinata solo a tarda sera. Il crollo del costone ha travolto una cabina elettrica che alimentava un intero quartiere di Pizzo a ridosso della stazione. Per ripristinare l'energia i tecnici hanno fatto arrivare un generatore ma il black-out è destinato a durare diverse ore. La situazione più critica è quella del Messinese, che nell'ottobre scorso tra Giampilieri e Scaletta Zanclea contò 37 morti,6 dei quali dispersi a causa di una frana che cancellò intere palazzine. A San Fratello, ma anche in tutto il circondario dei Nebrodi, si registrano frane. La frazione di Longi è isolata e gli esperti della Protezione civile temono un peggioramento della situazione anche per le avverse condizioni meteorologiche. In due giorni nell'Isola sono caduti 60 millimetri di pioggia. La Regione ha costituito un'unità di crisi. Molti residenti anche di quartieri non interessati dalla minaccia di frane hanno preferito allontanarsi. Sono difficili i collegamenti con molte contrade in un territorio montuoso che conta 109 comuni e un'infinità di villaggi spesso raggiungibili da una sola arteria. Secondo il sindaco di Piraino, Giancarlo Campisi, «sono diversi i paesi isolati» nella zona dei Nebrodi. Strade di collegamento sono interrotte per Gioiosa Mareae Capo d'Orlando, e anche a Sant'Angelo di Brolo sono state fatte sgomberare alcune case. Proprio San Fratello, 88 anni anni fa, fu investito da una frana che cancellò buona parte del paese. Da quella tragedia nacque la comunità costiera di Acquedolci. Il paese, noto per una particolare razza di cavalli e dove nacque il padre di Bettino Craxi, è un centro di solide tradizioni culturali. Si parla una lingua con forti influssi provenzali e lombardi. Secondo la Coldiretti, l'84 per cento dei comuni della provincia è a rischio per effetto della cementificazione selvaggia. I sindaci dei Nebrodi hanno lanciato un sos congiunto alla presidenze del Consiglio dei ministri e della Regione Siciliana. Gravi danni anche nell'Ennese e collegamenti ferroviari interrotti in più punti in tutta la Sicilia. Trenitalia assicura bus sostitutivi.