MILANO IL PATRIMONIO artigiano del Belpaese rischia di impoverirsi sempre di più tra crisi e tasse: stiamo perdendo interi settori. Già antichi mestieri come sarti e calzolai stanno sparendo e ora si aggiunge pure la burocrazia a complicare la precaria situazione degli artigiani. Un esempio è il recente Dm 5 32009 che attribuisce il titolo di restauratore solo a chi è in possesso di un diploma acquisito presso una scuola riconosciuta o di una laurea universitaria quinquennale, o abbia svolto otto anni di attività certificata nel settore (prima del 2001). Requisiti che limitano di fatto l'esercizio della professione solo all'l delle tremila imprese lombarde registrate. Per non parlare di un altro aspetto estremamente importante che la normativa sta trascurando: la professionalità. Infatti è bene elevare la qualità degli operatori del restauro, ma è impensabile escludere quel saper fare che viene tramandato attraverso un processo formativo che si svolge all'interno delle piccole imprese artigiane. Le nuove norme partono invece dal concetto che la formazione scolastica valga il doppio di quella lavorativa. Grazie ad un tavolo di confronto con il Ministero dei Beni Culturali, Cna, insieme ad altre associazioni di categoria, ha ottenuto lo slittamento al 30 aprile del termine di presentazione della domanda per il conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore e collaboratore di beni culturali (www.restauratori.beniculturali. it). CNA, INOLTRE, ha fatto ricorso al Tar contro la retroattività della norma che punirebbe ingiustamente anche coloro che hanno iniziato a svolgere la professione prima dell'entrata in vigore del decreto. Cna offre agli operatori un servizio tecnico di supporto e assistenza per meglio comprendere le norme e per l'inserimento dei dati nel portale del Ministero (infocnamilano.it).
RESTAURO - Le nuove regole mettono a rischio la professione di restauratore
Il patrimonio artigiano italiano rischia di impoverirsi a causa di crisi e tasse. Settori come la sartoria e la calzatura stanno sparendo. La burocrazia complica la situazione degli artigiani. Un esempio è il Dm 5 32009, che richiede un diploma o una laurea universitaria per il titolo di restauratore. La normativa esclude le piccole imprese artigiane. Cna ha ottenuto lo slittamento al 30 aprile del termine di presentazione della domanda per le qualifiche professionali. Cna ha anche fatto ricorso al Tar contro la retroattività della norma. Offre servizi tecnici di supporto e assistenza per gli operatori.
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