Caro direttore, vorrei esternare il mio plauso per l'iniziativa del ministero Beni Culturali di «regalare» nei giorni della festività di San Valentino un ingresso gratuito agli innamorati e alle coppie: il 13 e 14 febbraio in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali, presentandosi in due, si entrerà pagando un solo biglietto. Un «paghi uno prendi due» che ritengo possa far del bene, soprattutto avvicinando ai musei il pubblico dei giovani. Qui a Trento, al prezzo di 10 euro, due persone potranno entrare al Mart e vedere la mostra dedicata al teatro nella pittura dell'Ottocento: Ma so che l'iniziativa è estesa a Roma (Colosseo, Fori, Basilica sotterranea di Porta Maggiore), Genova (Galleria di Palazzo reale), Perugia (Galleria Nazionale), Torino (Museo egizio e la cappella della Sindone), Sirmione (Grotte di Catullo), Firenze (Uffizi) e alle principali località d'arte italiane. Forse, per valorizzare al meglio il nostro immenso (e costoso) patrimonio nazionale, queste offerte andrebbero moltiplicate. Chissà, la strada degli «incentivi» potrebbe valere a sviluppare anche il settore per noi strategico dei consumi culturali. Luigi Fait, Rovereto (Tn) La campagna del Mibac «Innamorati dell'arte» pare azzeccata già nel nome. Per la verità, non è questa la sola opportunità che gli appassionati d'arte hanno, nel corso dell'anno, per usufruire di speciali agevolazioni, sia da parte dello Stato sia da parte delle amministrazioni civiche: a Milano, per esempio, lo scorso 21 novembre, per festeggiare il traguardo di un milione di visitatori, il Comune ha offerto l'ingresso gratuito alle mostre di Palazzo Reale, Rotonda della Besana e Palazzo della Ragione. Ma al di là del merito delle singole lodevoli iniziative, resta l'impressione di casi sporadici, di episodi non coordinati da una precisa strategia di marketing del turismo museale e culturale, che sarebbe invece auspicabile. È a tutti chiaro, almeno in linea di principio, che una finalmente efficace gestione dei beni culturali potrebbe contribuire enormemente al «bilancio» del nostro Paese sia sul piano economico-finanziario, sia su quello della crescita civile. Ma perché questa prospettiva si realizzi e i nostri tesori si trasformino davvero da costi (in tutela, conservazione, restauri ecc.) in risorse, le sole campagne promozionali, anche se sono utili, non bastano. Bisogna saper fare squadra o, se si preferisce, «sistema» attraverso uno sforzo concertato e lungimirante che coinvolga anche le strutture alberghiere, le infrastrutture come i trasporti e le strade, la comunicazione, insomma tutti i comparti e le professionalità deputati a «vendere» (nel modo migliore) l'immagine del Bel Paese, che per fortuna sembra tenere ancora nell'immaginario collettivo internazionale. Ma, se vogliamo essere all'altezza del grandioso patrimonio che abbiamo ereditato, tenere le posizioni non pu essere e infatti non è l'obiettivo a cui puntare.
Patrimonio artistico: risorsa e responsabilità
Il ministro Beni Culturali ha annunciato un'offerta speciale per il 13 e 14 febbraio: ingresso gratuito per le coppie e gli innamorati nei musei, monumenti e siti archeologici statali. L'iniziativa è stata apprezzata da Luigi Fait, che suggerisce di moltiplicarla per valorizzare il patrimonio nazionale. Tuttavia, Fait critica la mancanza di una strategia di marketing coordinata per il turismo museale e culturale, che potrebbe contribuire enormemente al bilancio del Paese.
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