Soldi in arrivo dallo Stato per il museo archeologico nazionale di Altino. E' la promessa del Ministero in risposta all'interrogazione del deputato Andrea Colasio, capogruppo della 7a commissione Cultura della Camera. Lo Stato, si legge nel documento, «valuterà la possibilità di reperire un finanziamento, anche in via straordinaria, per il corrente anno finanziar io, onde assicurare la continuità del cantiere di Altino ». Il Ministero dei beni e delle attività culturali ha previsto uno stanziamento di 190 milioni di vecchie lire in 8 anni per la realizzazione del nuovo museo di Altino, che oggi conta 45 mila pezzi già catalogati. «I finanziamenti concessi dal Ministero», annota l'on. Colasio nell'interrogazione, «alla Soprintendenza archeologica del Veneto per l'allestimento della nuova sede museale dal 1996 a oggi sono stati assolutamente inferiori a quanto richiesto, impedendo la continuità delle attività della Soprintendenza». Un appello per maggiori finanziamenti è stato firmato dal S9printen-dente per i beni architettonici Giorgio Rossini, da Maurizia de Min (beni archeologici), dal direttore del museo Margherita Tirelli: «Servono almeno 6 milioni di euro, perché il progetto di museo già pienamente cantierabile, addirittura con l'indicazione di ciò che andrà in ogni singola delle cinque sezioni della raccolta, possa essere realizzato in anni di lavoro». Inaugurato il 29 maggio 1960 come antiquarium, il museo di Altino aveva allora due sale di esposizione e un magazzino, ma la nascita del museo in rapporto diretto con il vastissimo sito archologico di Altino, VI secolo a.C. segnò l'avvio di numerose campagne di scavo ad opera della soprintendenza e dell'Università Ca' Foscari, che ha allestito nel sito archeologico dei campiscuola. Furono così rinvenuti oltre 2.000 corredi tombali, numerosissimi i monumenti funerari. Negli anni il museo fu ampliato, con l'acquisizione dei due edifici dell'ex risaia Reali e la costruzione di una nuova ala; il progetto prevede la realizzazione di ulteriori due edifici. «I lavori finora eseguiti (che hanno visto un impegno dello Stato per oltre 5 milioni di euro)», si legge nella replica a Colasio, «hanno riguardato il restauro architettonico dell'ex risaia Reali e la realizzazione di uno dei tre nuovi corpi di fabbrica previsti in progetto. Per il completamento dell'intervento è stato stimato un ulteriore fabbisogno di circa 6 milioni di euro».