Palazzine, garage e case tutte le pratiche sotto esame Lorganismo ha sbloccato altri progetti che erano stati bocciati in precedenza dai Consigli di zona Il collega Gallera: "Abbiamo sempre deciso dopo le valutazioni tecniche" Lultima pratica, esaminata il 22 gennaio scorso, è quella di una richiesta per costruire un nuovo edificio - cinque piani, più sottotetto e piano interrato - in via Gozzadini, zona 7. Le più vecchie, invece, risalgono al 17 novembre 2006, quando da pochi mesi Camillo Milko Pennisi era stato nominato presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino. Una manciata di pratiche - 23, quelle censite dagli uffici del Comune - con un iter identico a quella di via Broglio 10, lex magazzino che limprenditore Basso voleva fortemente trasformare in appartamenti, tanto da pagare una tangente a Pennisi per assicurarsi il via libera. Interventi di medio, piccolo calibro: non certo i grandi ambiti di trasformazione edilizia del Piano di governo del territorio (su cui anche la commissione ha molto lavorato, tanto che a dicembre in aula il sindaco Moratti aveva ringraziato anche il presidente Pennisi «per limpegno profuso»). Progetti proporzionati, si potrebbe dire, a una mazzetta da 10mila euro, sia nelle dimensioni che nei costi. Ed è per questo che gli investigatori spulceranno lelenco di quelle pratiche, per rintracciare gli imprenditori e le società edilizie che sono dietro ognuno di queste palazzine. In meno di quattro anni di lavoro la commissione ha esaminato le richieste di "permessi a costruire" che i singoli Consigli di zona, invece, avevano bloccato. Lo vuole la procedura: quando i Consigli danno parere negativo - per i motivi più disparati - la richiesta passa agli uffici del settore Urbanistica per le valutazioni e, se non ci sono irregolarità, da qui passano nella commissione presieduta, fino a pochi giorni fa, da Pennisi. È andata così per una piccola ristrutturazione edilizia in via Padova, autorizzata due anni fa; e così anche per una "nuova residenza di sei piani più piano terra e due interrati" in via Comune antico e in via Cialdini, dove una srl ha ottenuto la concessione per costruire un residence di quattro piani da 2300 metri quadri con box (entrambe in zona 9, come via Broglio). Nuove residenze con il voto favorevole della commissione anche in zona 3 (via Gallina) e in via Nervesa, 8 piani più due di garage, un parcheggio in via Stephenson, zona 8. Progetti che hanno avuto pareri favorevoli ma non vincolanti (per altri liter è in corso): di fatto, quindi, il potere "legale" - in tutti questi casi - può essere stato solo quello di mettere in calendario al momento giusto la trattazione della pratica. Altra cosa - e questo lo stabiliranno gli investigatori - è se nel caso di via Broglio o di altre abbia fatto pressioni con qualcuno per lapprovazione. Agiva da solo, Pennisi? Allimprenditore Basso avrebbe detto che la tangente andava divisa con altri, in commissione. Unaccusa generica che il capogruppo del Pdl Giulio Gallera respinge con forza: «In commissione ho sempre votato in base alle valutazioni di congruità fatte dagli uffici». Posizione condivisa dal capogruppo dellUdc Pasquale Salvatore: «Quando ho preso parte a quel tipo di votazioni ho sempre fatto interventi con competenza e coscienza».
URBANISTICA AFFARI. Sono 23 in quattro anni i piani votati dalla commissione Urbanistica
Il Comune di Milano ha esaminato e approvato diverse pratiche di costruzione, tra cui palazzine, garage e case, che erano state bocciate dai Consigli di zona. Le pratiche sono state valutate dalla commissione Urbanistica presieduta da Camillo Milko Pennisi, che ha ottenuto la nomina da pochi mesi. Tra le pratiche c'è una richiesta per costruire un nuovo edificio in via Gozzadini, zona 7, e altre 23 pratiche con un iter identico. Gli investigatori spulceranno l'elenco per rintracciare gli imprenditori e le società edilizie dietro ognuno di questi progetti.
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