Tangenti, Pennisi si sospende Moratti: non è "Mani Pulite" Oggi linterrogatorio del consigliere Pdl arrestato Previste sorprese, molte carte dellindagine sono coperte da omissis Nel video la vittima "ricattata" dal paparazzo Bicio Pensa MILANO - Altre mazzette? Non ancora, ma solo ufficialmente. Quando questa mattina Milko Pennisi si siederà davanti al gip Simone Luerti, dovrà difendersi per un «solo» episodio corruttivo. Per aver preteso, in qualità di presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Milano, 10mila euro in due tranches, dallimprenditore Mario Basso. Ieri mattina, il faldone di quattro giorni di indagine con la richiesta di convalida del fermo, ha preso la strada del settimo piano del palazzaccio milanese, verso lufficio dei giudici delle indagini preliminari. Per la procura, nonostante le ampie ammissioni rese giovedì sera subito dopo larresto in flagranza, Pennisi deve comunque rimanere in carcere. Lindagine dei pm Pedio, Pradella e Siciliano, sta infatti muovendo solo i primi passi. Ma già nelle carte allegate alla convalida, si può intuire che il capitolo è tuttaltro che concluso: un rapporto degli investigatori e alcuni interrogatori allegati agli atti, sono interamente coperti dagli omissis. Nel mirino della procura di Milano, sembra essere nuovamente finito un «sistema», non un episodio tanto squallido quanto occasionale. Non si sono ancora presentati altri imprenditori, non ci sono fatti concreti, ma laria che si respira in procura, è quella di aver di fronte un episodio parte di un «sistema» più ampio. E per trovarne la conferma si sviluppano nuove attività investigative: riscontri bancari, analisi delle agende e dei computer sequestrati a Pennisi, sia negli uffici in Comune, che in quelli della Fondazione Stelline, nel cui Cda ricopriva la carica di consigliere. E sembrano pochi i 3.800 euro ritrovati nella sua cassaforte. Su una sua eventuale dipendenza da droghe, Pennisi ha spiegato come «attualmente» non ne faccia uso «Speriamo che sia un gesto isolato», ha commentato ieri, il sindaco di Milano, Letizia Moratti. che rifiuta ogni paragone con Tangentopoli perché la Milano di oggi è profondamente diversa da quella degli anni '90: «Una città che applica leggi rigorose, le fa rispettare e ha come obiettivo quello di essere al servizio dei cittadini e delle imprese». Intanto Pennisi che ha già rinunciato allincarico di presidente della Commissione urbanistica, attraverso il suo avvocato, ha manifestato lintenzione di autosospendersi dal gruppo consigliare del Pdl a Palazzo Marino. La denuncia dellimprenditore bresciano Mario Basso, risale a lunedì scorso. Ma pochi giorni prima, luomo aveva ricevuto unaltra richiesta di denaro. Subito dopo aver subìto la prima formale pretesa di tangenti da Pennisi, Basso si era rivolto a unagenzia fotografica, la «Rey Production» (il principale azionista è Filippo Rey, già in affari anche con Fabrizio Corona), costituita nel luglio scorso e con sede in viale Monza 19, a pochi passi da dove operavano le società di Corona e di Lele Mora. Basso chiede in prestito una microcamera a uno dei suoi soci, per immortalare il primo passaggio di denaro con Pennisi. Ma quando rientra, lo scorso 17 novembre, dallappuntamento in via Manzoni, le capacità tecnologiche dellimprenditore sono tanto scarse, da impedirgli di scaricare il contenuto della telecamera su un cd. Loperazione viene fatta allora da un fotografo, lex collaboratore dellagenzia di Corona, «Bicio» Pensa e in pochi minuti, a Basso viene consegnato un cd con le immagini del passaggio della tangente da 5mila euro. Limprenditore non sa però che Pensa, il paparazzo coinvolto anche nellinchiesta su Vallettopoli a Potenza, ne ha trattenuta una copia e poche settimane fa, il fotografo tenta di passare allincasso: «Dammi 30mila euro e faccio sparire il video». Basso, questa volta, non si fa intimidire e lunedì scorso racconta tutto alla procura. (e. ran.)
URBANISTICA AFFARI. MILANO - Previste sorprese, molte carte dellindagine sono coperte da omissis
Milko Pennisi, consigliere del Pdl, si siede davanti al gip Simone Luerti per difendersi per un episodio corruttivo. Ha richiesto 10mila euro in due tranches dallimprenditore Mario Basso. La procura di Milano ha iniziato un'indagine, ma già le carte allegate alla convalida del fermo, suggeriscono che il capitolo è tuttaltro che concluso. Un rapporto degli investigatori e alcuni interrogatori sono interamente coperti dagli omissis. La procura sta quindi proseguendo le attività investigative, tra cui riscontri bancari e analisi delle agende e dei computer sequestrati a Pennisi. Su una sua eventuale dipendenza da droghe, Pennisi ha spiegato che non ne fa uso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo