Linchiesta è destinata ad allargarsi. Da Palazzo di Giustizia pronto lordine per i finanzieri del Gico E a Milano è pronta la grande retata "Confessate o vi veniamo a prendere" Bassetti: i partiti non selezionano più il personale, cè una classe media di avvocaticchi MILANO - Hanno trovato agende e documenti, tabulati telefonici e, quindi, «la platea degli imprenditori che hanno pagato per accelerare le pratiche edilizie è destinata ad aumentare». Ma non solo, «la caccia è aperta - queste sono le parole che si raccolto al palazzo di giustizia - anche alla platea di quelli che erano daccordo con Pennisi». E cioè con Milko Pennisi, il consigliere comunale milanese arrestato per una mazzetta da 10mila euro, lultima tranche infilata in un pacchetto di sigarette. È bene non sottovalutare il termine: «platea». In questo fine settimana i finanzieri (del gruppo che da quindici anni affianca il procuratore Francesco Greco) fanno gli straordinari: «Se gli imprenditori capiscono che è meglio per loro venire a dire subito come stanno le cose, bene». Altrimenti, tra un po andranno a prenderli in ditta. Tempi previsti: non più di due settimane. Larresto di Pennisi, 48 anni, ex discotecaro, ossigenato manager, a suo dire, di pubbliche relazioni, sedicente maestro del sesso tantrico, fa fare un passettino in più rispetto al «detto» e «non detto» sulla corruzione a Milano. Cominciamo da Mario Basso, il costruttore valtellinese che lha fatto arrestare. Basso era arrivato da Sondrio in città per lottizzare un ex capannone nella periferia della Bovisa, quartiere trasformato in cittadella universitaria (e dormitorio di lavoratori immigrati). Una volta si sarebbe rivolto (forse) alla polizia, ma in questi anni di paparazzi, intercettazioni e security aziendali sempre più intrusive, che fa Basso? Compie un assoluto inedito: si fabbrica lindagine da solo. Una sorta di «piccolo Di Pietro-fai-da-te», o una «Jena» ad honorem. Se Luca Magni, limprenditore che diciotto anni fa fece arrestare Mario Chiesa, andò allappuntamento alla Baggina portando nella valigetta del denaro una telecamera (che non funzionò), Basso si è procurato una microcamera da professionista dello spionaggio. Ha ripreso in diretta la sua consegna della mazzetta al «concussore». E solo «dopo» è andato dai detective di Stato. È il solo ad aver avuto questa reazione da film-maker? O altri video di altri imprenditori sono in qualche cassetto? La seconda «visione» è connessa allo sconcertante presidente di Commissione urbanistica. Perché grazie a Pennisi si scorge lapprodo «nella Milano politica di oggi di qualcosa come il generone romano», rilancia Piero Bassetti. Imprenditore e politico, uno dei primi ad anticipare le esigenze di maggiore trasparenza nella cosa pubblica già ai tempi di Bettino Craxi premier, ci offre la chiave di lettura migliore: «Sappiamo tutti che un tempo - dice Bassetti - cera uno stile secondo cui i partiti selezionavano il personale, mentre oggi si agita una classe media di avvocaticchi, di professionisti di chiaro insuccesso... Cè un generone che si sta facendo largo in quel che resta dei partiti». Ben al di sopra dei «topi che ballano e rischiano per un pezzettino di formaggio», stando a Bassetti e anche ad alcuni magistrati, prosperano «i grandi poteri, che si scambiano con tranquillità i grandi favori». Sarebbe questa la nuova, vera, possente Tangentopoli da portare alla luce, ma lassù, nellempireo dellaffarismo politico, gli schemi sono più complessi e sintravvedono soltanto. Come per esempio «alla Maddalena, dove - spiega sempre Bassetti - in cambio delloperazione demagogica di spostare senza problemi il G 8 allAquila», si lasciano le strutture a prezzo di favore, qualche soldo, gli appalti da finire. In fin dei conti, come aggiunge Piercamillo Davigo, ora giudice di cassazione, ex membro del pool Mani Pulite, «dal '94 a oggi non ci sono stati provvedimenti anti-corruzione. E se la tangente che si paga sembra essere minore, è semplicemente perché è diminuito il rischio di essere beccati». Chissà se i «mastini» delle Procure, attraverso lo sciame sismico di arresti e arrestini, puntano ad ottenere nuove informazioni dallinterno sui grandi affari? Lultimo arrestato Pennisi, che cosa sa dellurbanistica milanese sempre più rampante? E, visto che pagava anche una parte della campagna elettorale di Ignazio la Russa, che cosa sa Piergianni Prosperini, assessore regionale in prigione da metà dicembre? Innescare una stagione di confessioni non sembra però al momento alla portata dei pm, né a Milano, né altrove. Emblematico, sempre in Lombardia, il caso di Rosanna Gariboldi. Assessore a Pavia, moglie del potente deputato pdl Gianfranco Abelli: su un conto bancario della signora, a Montecarlo, cera oltre un milione di euro, denaro inspiegabile, arrivato dal re delle bonifiche, Giuseppe Grossi. Gariboldi ha lasciato tutti i soldi alla Procura ed è tornata a casa. Ha abbandonato la cella di San Vittore, dopo aver ottenuto la solidarietà dei colleghi politici: come Formigoni o Podestà.
URBANISTICA AFFARI. "La platea di chi ha pagato per accelerare le pratiche edilizie sigrandisce"
Il presidente della Commissione urbanistica di Milano, Piero Bassetti, ha dichiarato che la classe media di avvocaticchi e professionisti di chiaro insuccesso sta selezionando i partiti, piuttosto che essere selezionati da essi. Ha anche affermato che i grandi poteri si scambiano favori tranquillamente, come nella Tangentopoli del passato. Bassetti ha anche menzionato il caso di Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia, che ha lasciato tutti i soldi su un conto bancario a Montecarlo, senza spiegazione. Ha sottolineato che non ci sono stati provvedimenti anti-corruzione da quando è iniziata la Tangentopoli del '94. Ha anche affermato che il rischio di essere beccati è diminuito, quindi le tangenti pagate sembrano essere minore.
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