Macchietta, le richieste del Comune Quattro pagine fitte: è l'osservazione che il Comune di Seravezza ha presentato agli uffici del Parco nell'ambito della procedura di impatto ambientale per la riapertura da parte della Henraux della cava Macchietta. Fra i punti più importanti, l'amministrazione guidata da Ettore Neri prevede che «la ditta dovrà impegnarsi a lavorare e trasformare il prodotto escavato all'interno del territorio comunale di Seravezza (o, almeno, nel distretto lapideo Apuoversiliese) attraverso un apposito elaborato che individui l'itinerario della filiera produttiva». Un punto, questo, che mira ad evitare la "migrazione" del marmo in blocchi verso altri lidi dove la lavorazione sia più economica. «È necessario - scrive ancora il comune - che la società metta a disposizione del Comune le risorse necessarie a mettere in atto l'attività di monitoraggio dei possibili impatti ambientali derivanti dall'attuazione del progetto di coltivazione». E proprio l'impatto della "nuova" cava sull'ambiente circostante è preponderante nelle richieste del Comune: in particolare ci si preoccupa del rapporto del piano di coltivazione con il progetto del "Parco della via dei Marmi", con la sorgente della Polla e con il sistema escursionistico. Senza dimenticare gli impatti che potrebbe avere con i siti archeologici della valle del Serra per i quali il comune chiede l'accordo con la Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana.