Ma che cos'è un incubatore? Lo spiega Francesco Marcolini, presidente di Zètema: «L'incubatore è un luogo dove un gruppo di giovani e meno giovani che hanno presentato un progetto culturale di impresa, dall'idea al piano attuativo e finanziario, trovano assistenza per far decollare questo progetto». Di incubatori ce ne saranno due: uno a Corviale, in largo Pio Fedi 5, l'altro alla Garbatella, in Via Montuori 5. In tutto, una quindicina di locali la cui superficie complessiva, tra uffici e spazi comuni, è di circa 750 metri quadrati, completi di postazioni internet, sala riunioni, segreteria organizzativa, sistema di allarme. Per accedervi bisogna partecipare al bando indetto dall'assessorato capitolino ai lavori pubblici e alle periferie. Le domande di insediamento dovranno pervenire entro le ore 12 del sessantesimo giorno di pubblicazione del bando sui siti www.autopromozionesociale.it e www.zetema.it (lunedì prossimo). Il bando è rivolto alle piccole imprese di capitali o di persone, alle cooperative, ai consorzi, alle ditte individuali che intendono occuparsi di spettacolo o turismo, di nuove tecnologie per la cultura o di editoria. L'importante è che la residenza di queste persone sia in periferia. «Gli incubatori - specifica l'assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera - rappresentano uno strumento strategico per la valorizzazione delle aree periferiche oltre che per favorire la nascita di nuove imprese nella città e sono convinto che potranno dare importanti risultati grazie alle sinergie attivate tra le istituzioni, il mondo delle imprese e gli operatori culturali». Lorenzo Tagliavanti, vice presidente della Camera di Commercio di Roma conferma che il progetto «rientra nelle strategie della Camera di Commercio a sostegno della nascita e del consolidamento di imprese innovative e il settore culturale è l'ambito ideale per sviluppare progetti di sviluppo del territorio e di nuova occupazione». Nell'incubatore si può stare due anni, con un finanziamento fino ad un massimo di duemila euro per ogni impresa. Poi, se l'incubatore ha funzionato, si dovrebbe uscire dal nido e volare con le proprie ali. «A quel punto - dice Marcolini - le capacità creative di tanti cittadini potranno finalmente diventare impresa, trasformando una zona come Corviale da periferia in centralità culturale. E il ruolo di coordinamento svolto da Zètema servirà a sostenere la realizzazione dei progetti selezionati». In pratica: «Prendiamo ad esempio una società che vuole occuparsi di produzione musicale. Valutata la qualità dell'offerta, si può aiutarla ad entrare nell'estate romana, metterla in contatto con la Rai o con le case discografiche. Inoltre le piccole imprese cresciute nell'incubatore potranno restare in contatto tra loro e operare in sinergia. L'idea è di non metterle in competizione ma di creare una rete». Un'idea da realizzare forse la prossima estate: «Una grande rassegna di arte contemporanea a Corviale, con artisti affermati e non, scelti al di fuori dei musei e dei direttori che litigano».