Verona La Cavalieri Manasse: «Non abbiamo alcun interesse a minimizzare. Magari trovassimo qualcosa di significativo» «La necropoli si trovava più vicino all'Adige. Servono fondi per studiare i ritrovamenti» Decine di ritrovamenti di sepolture significative nei dintorni di piazza Corrubbio, tra vicolo Boscarel e la zona nei dintorni dell'abside di San Procolo, e come mai in piazza Corrubio ora non si trova niente? È credibile l'ipotesi che in piazza Corrubbio si possano trovare le tombe dei primi vescovi, prima che la necropoli venisse spostata a causa delle alluvioni dell'Adige? Più di vent'anni di scavi in una città che è stata tra le prime a fare archeologia urbana, e nessun risultato divulgato: perché non si assegnano tesi di laurea per far proseguire le ricerche? In via Da Vico pochi anni fa per la realizzazione di un garage, emersero ritrovamenti importanti: come mai non se ne è saputo più niente? Sono questi in sintesi i principali interrogativi che l'archeologo per passione Alberto Solinas insieme a Giorgio Vandelli ha esposto nei giorni scorsi. A qualche giorno di distanza, agli interrogativi risponde la responsabile del nucleo operativo di Verona della Soprintendenza archeologica del Veneto Giuliana Cavalieri Manasse. E le sue frasi non lasciano molto spazio alle speranze del comitato che si batte contro la realizzazione del garage in piazza Corrubio: «Magari trovassimo qualcosa di significativo. Purtroppo le circa cinquanta sepolture, prive di corredo, che abbiamo ritrovato si trovano ad un livello di calpestio molto alto, quasi uguale a quello tardo antico, e in tempi passati per la realizzazione dei sottoservizi le tombe sono state tutte tagliate e pesantemente danneggiate». Quanto alla loro datazione e all'ipotesi che si trovino qui le tombe dei primi vescovi? «La tipologia a cassone delle tombe corrisponde a quella in uso dal IVV secolo fino circa X-XI. La necropoli romana si trovava più verso l'Adige e nelle aree più vicino alle chiese, come testimoniano i ritrovamenti fatti in via Da Vico (dove forse esisteva un'altra chiesa poi distrutta). Ritrovamenti importanti, spostati dalla zona interessata alla realizzazione di un garage interrato, che sono attualmente in corso di studio per una tesi di dottorato. Non ci è certo possibile, con le risorse a disposizione, studiare e divulgare tutti i risultati. Lo scorso anno è stato pubblicato il volume che raccoglie più di vent'anni di scavi tra piazza Erbe, piazzetta Tirabosco e corte Sgarzerie». La conclusione è perentoria: «Quale interesse dovrebbe avere la Soprintendenza a minimizzare o occultare ritrovamenti? Basta guardare da una delle case affacciate su piazza Corrubbio per vedere ciò che abbiamo trovato. Poco o nulla. Nemmeno testimonianze di ipotetiche alluvioni».