Il Gip ordina la confisca, il Getty Museum fa ricorso. "Un fatto storico per il patrimonio culturale" Pesaro E' una vittoria storica", una "decisione illuminante e illuminata", "apripista per il ritorno di tanti capolavori illegalmente finiti all'estero" l'ordinanza del Gip di Pesaro Lorena Mussoni, depositata ieri, che ha disposto la confisca dell'Atleta di Fano, attribuito a Lisippo ed attualmente in possesso del Getty Museum. La Fondazione Getty però non appare intenzionata a cedere le armi e annuncia il ricorso in Cassazione. Non sono esclusi nuovi colpi di scena per il capolavoro - una statua in bronzo a grandezza naturale, che ritrae un atleta nell'atto di aggiustarsi la corona della vittoria - ripescato da pescatori fanesi in Adriatico nel 1964 e approdato negli Usa in circostanze mai chiarite. Anzi, sufficientemente chiarite per il Getty Museum, che ha sempre sostenuto la sua buona fede nell'acquisto. Decisamente oscure per il gip pesarese, che ipotizza un collegamento con il reato di esportazione clandestina di opere d'arte e definisce "negligente" il comportamento del museo, che non avrebbe controllato la provenienza dell'opera, né le autorizzazioni dello Stato italiano. L'esposto Autorizzazioni che non potevano esserci, dato che il ritrovamento del bronzo non è mai stato denunciato, mentre altri procedimenti italiani si sono conclusi con assoluzioni, ma per ricettazione, reato che non ha nulla a che fare con l'esportazione clandestina. Il Gip ha accolto in toto le richieste presentate dal Pm Silvia Cecchi, dopo un esposto dall'associazione "Le Cento Città" presentato dal compianto avvocato Tullio Tonnini e patrocinato dal figlio Tristano, e sostenuta anche dall'avvocatura dello Stato, che oggi ha ribadito la "malafede" del museo. Ma mentre a Fano si festeggia e si comincia addirittura a pensare a una degna collocazione per il capolavoro, si profila un altro braccio di ferro tra Italia e Usa: l'ex ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ricorda l'accordo del 2007 con il museo Getty, "che ha già consentito il ritorno di decine di capolavori nel nostro Paese e alla fine di quest'anno della Venere di Morgantina in Sicilià, accordo che affidava "a decisione terza, quella della magistratura, la destinazione finale del capolavoro". La Fondazione Getty risponde subito picche: l'accordo non obbligava in alcun modo il museo californiano a sottoporsi alla decisione del tribunale di Pesaro, Rutelli "non doveva avere una copia del testo di fronte a sè". Tutto regolare, secondo la fondazione Usa, anche sul fronte degli acquisti, con contratti "in maniera appropriata" e "la pratica standard'' di una garanzia di 42 mesi. Le reazioni Tra i primi ad intervenire Francesco Rutelli, ex ministro della Cultura. "Si tratta - ha detto - di una decisione di importanza storica, che mette fine alla vecchia stagione del saccheggio del nostro patrimonio archeologico". Secondo l'Avvocatura dello Stato la confisca "l'efficacia dell'azione svolta dall'Avvocatura dello Stato a sostegno della politica di recupero e difesa dei beni archeologici". L'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli ha aggiunto come nel processo si sia dimostrato che l'acquisto del Lisippo "non è stato fatto in buona fede" e ci sia stato anzi "occultamento delle prove". Soddisfazione è stata espressa anche dal ministero per i Beni e le attività culturali. "La sentenza - riferisce una nota - pone un punto fermo a una complessa vicenda, Il Ministero auspica ora un'approfondita riflessione che porti a un riesame da parte dei vertici del museo statunitense della richiesta di restituzione dell'opera". Plauso è venuto anche dai parlamentari Mario Cavallaro e Andrea Marcucci (Pd), Claudio Barbaro (Pdl); dall'assessore Vittoriano Solazzi, dal consigliere regionale Giancarlo D'Anna e dal sindaco di Fano Stefano Aguzzi. Tra coloro che cantano vittoria, c'è già un vincitore morale: l'associazione "Le Cento Città" che si occupa di valorizzare e divulgare la storia del territorio marchigiano. Un piccolo Davide che ha affrontato Golia con la fionda di un semplice esposto alla magistratura , decidendo di far andare avanti il procedimento. Secondo lo storico Alberto Berardi, uno dei fondatori del sodalizio, "è il successo della legalità e della moralità contro la forza del denaro". Alessandra Massi
Marche. Biglietto di ritorno per il Lisippo
Riassunto in 200 parole:
Il Gip di Pesaro ha ordinato la confisca dell'Atleta di Fano, un capolavoro di Lisippo in bronzo, che è stato ritrovato in Adriatico nel 1964 e acquistato dal Getty Museum negli Stati Uniti. La Fondazione Getty ha annunciato il ricorso in Cassazione contro la sentenza. Il Gip ha accolto le richieste del Pm Silvia Cecchi e ha definito "negligente" il comportamento del Getty Museum, che non aveva controllato la provenienza dell'opera. Il Gip ha ipotizzato un collegamento tra l'acquisto del bronzo e il reato di esportazione clandestina di opere d'arte.
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